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Riverdale 2×04 “The Town that Dreaded Sundown”

La quarta puntata della seconda stagione di Riverdale, The Town that Dreaded Sundown, prende il titolo da un film del 1976, La città che aveva paura, il cui meta-sequel è stato scritto da Roberto Aguirre-Sacasa, l’ideatore e produttore di Riverdale. La vicenda narrata nel film si ispira a fatti realmente accaduti a Texarkana, città situata tra Texas e Arkansas, dove nel 1946 un serial killer uccise cinque persone. La pellicola è esplicitamente citata da Jughead durante l’episodio, quasi a sottolineare la ripresa tematica del killer incappucciato presente nella serie.

Riverdale sprofonda nella paura, nonostante i tentativi dell’autorità ufficiale per rassicurare la popolazione. Al contrario Alice Cooper utilizza il giornale per fomentare i timori e ingigantire le divisioni tra la parte nord e la parte sud della città.

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Mentre gli adulti litigano e sprecano parole, sono di nuovo i ragazzi che prendono in mano la situazione. Il killer misterioso elegge Betty a sua interlocutrice e le si rivolge inviandole un cifrario che solo lei potrà risolvere. Lo spunto ancora una volta è letterario: la ragazza arriva alla soluzione grazie a un romanzo di cui è protagonista la detective Nancy Drew, che Betty da ragazzina ha letto fino allo sfinimento. Quindi il misterioso assassino la conosce?

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Betty condivide con Jughead questa scoperta e assieme a lui si reca al Municipio, il luogo dove tutto ha avuto inizio, con il discorso che lei ha tenuto e che avrebbe ispirato gli omicidi. Mentre Betty fa passi avanti, Archie scivola nell’irrazionalità e nell’illegalità.

Il “Cerchio Rosso” viene bandito dal preside Waterbee, che non condivide assolutamente ciò che il ragazzo sta facendo. Il video che lo ritrae con i compagni incappucciati non fa altro che renderlo un target, prima di tutto tra le Vipere, che non condividono le sue “invasioni di campo”. Del resto Archie non è un cattivo credibile e nemmeno un “oscuro”: di fatto le sue azioni sanno più di una sbandata, di un qualcosa che nel momento in cui sfocia nella rissa diventa comunque troppo grande perché lui possa gestirlo.

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Rimane solo nella sua lotta, come il piccolo indiano del capolavoro di Agatha Christie, che viene citato “And then there were none” ( Alla fine non ne rimase nessuno – Dieci piccoli indiani), per poi riguadagnare il favore di Reggie e della squadra grazie alla sua lealtà ( qualità che non si sposa in modo convincente con il lato oscuro che Arcie pretende di aver abbracciato).

La preoccupazione di Hermoine per l’appoggio che Veronica dà al suo fidanzato è sincera? Oppure lei e Hiram sono comunque coinvolti nella questione del Killer e ne vogliono trarre un vantaggio? Difficile dirlo, ma qualche sprazzo di conversazione porterebbe a crederlo.

Quello che rimaneva della patinata città di Riverdale ora non esiste più: dopo una rissa che avrebbe potuto sfociare in tragedia e una riunione tra adulti che non riescono a proteggere i loro figli non importa che una coppia di amanti getti nel fiume una pistola per spezzare la spirale di violenza. Il viaggio nell’oscurità è appena cominciato.

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