A cena con il dittatore (La cena), dal 9 aprile al cinema
Tratto da La cena de los generales, opera teatrale di José Luis Alonso de Santos, il film A cena con il dittatore è una commedia storica ambientata nella Spagna del dopoguerra che mescola satira, tensione e umanità in un unico grande dispositivo narrativo. Il film è una produzione commedia tra Spagna e Francia del 2025, distribuito da Officine UBU e in arrivo nelle sale italiane dal 9 aprile.
Trama di A cena con il dittatore
Spagna, 1939. La Guerra Civile è appena terminata e il generale Franco ordina una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace di Madrid. La macchina organizzativa dell’evento viene messa in moto in tempi strettissimi, coinvolgendo un giovane tenente, il maître dell’hotel e un gruppo di prigionieri repubblicani, oppositori del regime ma con straordinarie abilità culinarie.
Costretti a collaborare per preparare un banchetto perfetto, i cuochi si trovano in una situazione paradossale: servire il potere che li ha sconfitti. Ma dietro la precisione del servizio e la pressione crescente del regime, si nasconde un piano ben più rischioso. Mentre tutto sembra procedere senza intoppi, i prigionieri stanno infatti progettando la loro fuga. Una commedia tesa e intelligente in cui la cucina diventa teatro di resistenza, e la sopravvivenza un atto politico.
Cast di A cena con il dittatore
Il film è diretto da Manuel Gómez Pereira, con sceneggiatura firmata da Joaquín Oristrell, Yolanda García Serrano e dallo stesso regista.
Nel cast troviamo Mario Casas nel ruolo del tenente Medina, affiancato da Alberto San Juan (Genaro), Asier Etxeandia (Alonso) e Nora Hernández (María). Completano il ricco ensemble Óscar Lasarte (Ángel), Martín Páez (Chapero), Elvira Mínguez (Juana), Carlos Serrano (Rubio), Carmen Balagué (Flora), Eva Ugarte (Luchi), Antonio Resines (Antón), Toni Agustí (Epifanio), Ferran Gadea (Blas), Eleazar Ortiz (Nando), Xavi Francés (Franco) e Gloria March nel ruolo di Carmen Polo.
Tra i protagonisti spicca Mario Casas, attore spagnolo nato a La Coruña il 12 giugno 1986, volto molto popolare tra cinema e televisione. Dopo il debutto con Antonio Banderas in El camino de los ingleses, raggiunge la notorietà con il remake di Tre metri sopra il cielo e ottiene il Premio Goya come miglior attore protagonista per Non uccidere. Nel 2023 debutta anche alla regia con Mi soledad tienes alas, confermandosi una delle figure più versatili del cinema spagnolo contemporaneo.
Trailer di A cena con il dittatore
Il trailer del film mette subito in evidenza il tono ibrido dell’opera: da una parte la ricostruzione storica rigorosa della Spagna del 1939, dall’altra un’ironia sottile che attraversa la vita quotidiana dell’Hotel Palace, trasformato in un microcosmo dove paura e disciplina convivono con il caos umano della cucina.
Le immagini suggeriscono una tensione crescente: il banchetto come evento ufficiale del regime diventa progressivamente una partita a scacchi contro il tempo, dove ogni piatto servito può nascondere una possibilità di libertà.
Il video in apertura di articolo.
Note di regia
Manuel Gómez Pereira si ispira al cinema di Lubitsch, Billy Wilder e Woody Allen, ma anche alla tradizione della commedia italiana di Fellini, Dino Risi, Alberto Sordi e Vittorio Gassman. Tra i riferimenti più contemporanei cita Jojo Rabbit e Bastardi senza gloria, per la capacità di mescolare satira, tragedia e umorismo nero.
Il regista sottolinea come il film nasca da un’idea potente: un banchetto organizzato per Franco all’Hotel Palace di Madrid subito dopo la Guerra Civile. Un contesto in cui tragedia e commedia si intrecciano, raccontando fame, paura, repressione e sopravvivenza senza mai banalizzare la violenza storica.
L’opera diventa così una “commedia necessaria”, profondamente umana, in cui lo spazio dell’Hotel Palace si trasforma in un palcoscenico iperrealista e claustrofobico. Il tempo narrativo, ristretto a una sola giornata, amplifica la tensione fino a trasformare la cena in una vera bomba a orologeria narrativa.

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