Avvocato Ligas: intervista a Fabio Paladini (regista) e Federico Baccomo (sceneggiatore)
Il 6 marzo 2026 debutta Avvocato Ligas. In questa intervista a Fabio Paladini e Federico Baccomo – vale a dire rispettivamente il regista e lo sceneggiatore – scopriamo di più su quello che c’è dietro al personaggio incredibilmente sfaccettato di Lorenzo Ligas e alla serie in generale, dal punto di vista registico e di scrittura. Questa serie è il primo legal drama Sky Original con Luca Argentero nei panni del protagonista che dà il nome al progetto ed è tratta da Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti di Gianluca Ferraris, dal 3 marzo 2026 in libreria con Corbaccio.
Avvocato Ligas esalta l’unicità di ciascuno perché ognuno vede il mondo un po’ a modo suo
Fabio Paladini, il regista del progetto, apre le note di regia affermando che “ogni testa funziona in modo diverso.” È proprio così ed è da qui che partiamo. Ci chiediamo – e chiediamo a lui – se, in questo senso, Avvocato Ligas possa essere una serie che celebra – in qualche modo – anche l’unicità di ognuno.
Pensando al lavoro registico dietro ad Avvocato Ligas, in questa intervista Fabio Paladini, conferma l’ipotesi. “Sì, senza dubbio l’idea era un po’ questa, senza cedere né a un discorso retorico né pretendere di fare grandi teorie, però un po’ sì. Secondo me, il mondo di oggi ci racconta che non siamo tutti uguali, che ognuno pensa in una maniera diversa e quindi, nel nostro piccolo, attraverso questo personaggio, attraverso questa serie, raccontare che chi ci sta seduto accanto vede magari il mondo in una maniera un po’ diversa dalla nostra era senz’altro uno degli obiettivi che io personalmente mi sono dato. Credo che ci sia anche un po’ nella scrittura di questo progetto”. A tal proposito, lasciamo la parola a Federico Baccomo, sceneggiatore della serie.
L’equilibrio sottile che la scrittura in Avvocato Ligas cerca di preservare
Avvocato Ligas è una serie che vuole farci riflettere anche sul presente, sul nostro tempo. In questo senso, la scrittura ha un ruolo fondamentale. La più grande sfida dal punto di vista delal sceneggiatura, racconta Federico Baccomo, “è proprio questo, era il fatto di porre una domanda. Quasi tutte le grandi storie pongono delle domande a cui il lettore, lo spettatore cerca di dare una risposta”. Ciò vale, appunto, in generale. Nello specifico, “avendo noi uno che lavora con i magistrati, con i giudici e a cui cerca di strappare una risposta – una risposta, in questo caso, di innocenza – forse la sfida più grande era cercare di ottenere quella innocenza per far vincere il protagonista, ma lasciare sempre un dubbio sul finale: ‘ma era la cosa giusta?’ ‘È così che doveva andare?’: un dubbio che accompagna anche lo stesso protagonista, che spesso cerca di non ragionare troppo su quello che sta facendo perché potrebbe andare in crisi, così come un chirurgo non deve pensare che sta cercando di salvare una vita perché potrebbe bloccarsi e paralizzarsi”, continua Federico Baccomo. Questo approccio che lascia aperta una porta, una perplessità, un dubbio – a dispetto della vittoria del protagonista – è oltremodo affascinante.
Non finisce qui perché – come spiega Federico Baccomo – “lo stesso Ligas corre più veloce dei suoi stessi casi, più veloce della sua vita, ma non deve risultare superficiale per cui c’era un equilibrio sottile tra non cercare di catechizzare lo spettatore, perché ‘questo è giusto, questo è sbagliato’; ma lasciargli quella nota di ambiguità che potesse, in qualche modo, portare in alto il grigio piuttosto che il bianco e il nero”.
La regia dinamica a servizio della storia e del suo protagonista, che scompone e ricompone il mondo

Pensando alla regia di Avvocato Ligas, in questa intervista a Fabio Paladini, gli chiediamo quale sia stata la scelta registica che gli è rimasta più impressa nell’esaltare la contraddittorietà di Ligas che è molto sfaccettato. Il regista parte da un assunto generale. “Devo dire che quello che è stato il mio approccio a questa serie ed è, in generale, un approccio che, secondo me, è quello che bisogna avere quando si hanno delle serie character-driven, quindi con un protagonista così forte, così presente, è stato usare tutti gli strumenti del linguaggio di questa serie per raccontare qualcosa di questo personaggio”.
Entra, poi, nello specifico di questa serie. “Ligas vede una realtà complessa, vede un mondo che va veloce. Ligas scompone il mondo e lo ricompone trovando delle soluzioni geniali. Ecco questo, come dire, è stata proprio la guida nella costruzione del linguaggio registico, perché di fatto abbiamo creato una realtà molto dinamica, scomponendola in tante inquadrature, cercando di costruire delle inquadrature magari sbilanciate, anche un po’ sbagliate, delle prospettive che ci raccontassero sempre qualcosa di leggermente distorto: questo solo al servizio di una storia e del suo protagonista”, spiega. A volte le inquadrature sono quasi disturbanti, a dire il vero, ma fa parte del gioco e della complessità di un personaggio come l’Avvocato Ligas, che – alla fine – conquista tutti con il suo fascino.
Avvocato Ligas in una parola: “anarchico”
Oggettivamente non esiste persona più adatta di Federico Baccomo a cui potremmo chiedere di riassumere – se possibile – Avvocato Ligas in una parola, per celebrare la sintesi e per spiegare a coloro che non conoscono la serie di cosa stiamo parlando.
Il termine scelto dallo sceneggiatore è “‘anarchico’, perché le regole sono quello con cui lui lavora tutta la sua vita. Quindi da avvocato deve rispettare e cercare di convincere – appunto – un giudice che il suo assistito è innocente o – comunque – va scagionato, ma lui è il primo a violarle, per cui – in qualche modo – è un personaggio che si pone al di sopra e al di sotto delle stesse regole che lui si dà. In questo senso, ‘anarchico’ mi sembra che lo descriva bene, perché personalmente trovo che sia né un complimento né un giudizio negativo, ma qualcosa che sia oggettivamente rappresentativo del personaggio”. Siamo d’accordo e la sua spiegazione rende anche perfettamente l’idea di quante forze, anche contrastanti, coesistono in Ligas.
Una seconda stagione per Avvocato Ligas? “Ci sono tante cose ancora da scoprire”
Ancor prima del debutto della prima stagione di Avvocato Ligas, in questa intervista a Fabio Paladini e Federico Baccomo, ci portiamo avanti. Qualora ci fossero le condizioni per andare avanti con una eventuale seconda stagione, loro sarebbero pronti e accoglierebbero un nuovo ciclo di episodi con entusiasmo? È Federico Baccomo a parlare per entrambi: sarebbero “molto, molto vogliosi perché è un personaggio che può raccontare ancora tanto sia del mondo intorno a sé attraverso i casi sia di sé stesso perché ci sono tante cose ancora da scoprire del personaggio”.
Non ci resta che incrociare le dita per un rinnovo e, nel frattempo, goderci una prima stagione tutta da guardare!

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