Cuori 3: intervista a Neva Leoni (Serenella Rinaldi)
A latere della conferenza stampa di giovedì 29 gennaio 2026 a Roma di presentazione della terza stagione di Cuori, abbiamo il piacere di intervistare Neva Leoni, l’attrice che interpreta Serenella Rinaldi. Si tratta, da sempre, di una delle infermiere di riferimento del reparto. Sono state tante le
sofferenze per Serenella, ma adesso è riuscita a creare una famiglia con Ferruccio. Da quando Bonomo le ha fatto la proposta di matrimonio e quella di diventare mamma e papà della piccola Anna, l’esistenza di Serenella è molto cambiata. Coordinare lavoro e famiglia non è sempre facile, soprattutto ora che le responsabilità sono di più. Tuttavia, Serenella scopre che non è costretta a fare tutto da sola e che una donna forse non è necessariamente chiamata a scegliere tra il lavoro e la famiglia.
Dopo le tante sofferenze delle scorse stagioni, adesso Serenella sembra aver iniziato un bel capitolo della sua vita. Quanto tu, da attrice, hai sperato che creasse una famiglia con Ferruccio?

“Mah, io non credo di averlo proprio sperato, nel senso che – comunque – per come abbiamo conosciuto Ferruccio inizialmente, ovviamente parlo della prima stagione, Ferruccio era da prendere a sassate. Marco Bonini è un attore straordinario ed è riuscito a rendere simpatico e, comunque, umano un personaggio che, sulla carta, era veramente da prendere a schiaffi. Secondo me, è proprio tutto un po’ una conseguenza di un cambiamento interiore di entrambi. Appunto, Ferruccio ha fatto – a parte gli scherzi – un’evoluzione umana straordinaria e con molta anche fatica. Marco è stato veramente straordinario nel dare il volto a questa evoluzione.
Serenella, nel frattempo, ha fatto un po’ il lavoro inverso. Lei era partita che era fidanzata, che sperava nel matrimonio e poi, invece, ha capito che il suo valore era esterno, non necessariamente nell’approvazione di un uomo o nel raggiungimento del compimento di una famiglia. Questo, secondo me, è molto importante ed è anche una chiave per quello che succederà in questa stagione.
Lei ha imparato ad essere fiera del suo lavoro, ha imparato ad avere contemporaneamente un istinto materno molto forte; ma questo suo volersi prendere cura degli altri si è anche molto espresso nel suo lavoro con le altre infermiere, con i pazienti: questo suo essere anche un po’ mamma, a volte, pure dei giovani chirurghi che arrivavano ed erano un po’ spersi e lei li prendeva un po’ sotto la sua ala. Quindi, lei ha una ha una sfida davanti quest’anno, che si – diciamo – riassume nella dicotomia di donna madre e lavoratrice, ecco. Quindi sarà interessante”.
Cosa impara Serenella sulla possibilità di coordinare lavoro e famiglia?
“Allora, noi siamo nel ’74, ma questo è un tema che, purtroppo, affrontiamo ancora oggi. Ci si aspetta che la donna sacrifichi la propria carriera nel momento in cui diventa madre. Questo non tiene conto intanto del desiderio-base di una donna che vuole sentirsi realizzata e indipendente e che magari ha passione per il proprio lavoro e per il quale magari ha fatto anche molti sacrifici. Quindi questa aspettativa – e, tra l’altro, sempre solo sulla madre – è brutale ed è, ancora oggi, molto presente.
Negli anni Settanta era completamente impensabile che ci potesse essere un qualche tipo di equilibrio tra le due cose. Una volta che sei madre, sei madre. Fortunatamente Serenella si ritrova ad affrontare questa situazione non da sola, perché – appunto – avrà l’appoggio di un amico – interpretato dallo straordinario Matteo Santucci – e del marito, che ovviamente è l’impagabile Marco Bonini, che – appunto – cercherà di aiutarla e venirle incontro perché – poi tra l’altro appunto – questa è una questione non solo femminile e di Serenella, ma in questo caso [è] anche una questione proprio di famiglia. Sono entrambi lavoratori, sono entrambi in difficoltà nel coniugare lavoro professionale e domestico e riusciranno – o almeno proveranno – un po’ in modo goffo a trovare una quadra e lo faranno insieme, che – comunque – è uno straordinario aiuto per Serenella”.

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