Guerrieri – La regola dell’equilibrio: intervista a Alessandro Gassmann (Guido Guerrieri)
Guerrieri – La regola dell’equilibrio è una serie che porta in tv i casi dell’avvocato Guerrieri, nato dalla penna di Gianrico Carofiglio. Debutta lunedì 9 marzo 2026 su Rai 1 Guerrieri – La regola dell’equilibrio. In questa intervista a Alessandro Gassmann, scopriamo di più sul suo personaggio: avvocato penalista talentuoso, ironico e inquieto nel profondo. Affronta ogni caso come una questione personale, mettendo in discussione regole e certezze. L’empatia è la sua forza, ma anche la sua principale fragilità. È, di fatto, un’arma a doppio taglio…
Trovi il video con l’intervista completa a Alessandro Gassmann (Guido Guerrieri) all’inizio di questo articolo.
Alessandro Gassmann e la sua (non) “regola dell’equilibrio” nella vita
Iniziamo a immergerci in Guerrieri – La regola dell’equilibrio, grazie a questa intervista a Alessandro Gassmann, partendo dal principio. Il titolo completo di questa serie é “Guerrieri – La regola dell’equilibrio”. Chiediamo all’attore protagonista se abbia una sua personale regola per un equilibrio nella vita. “Mah, io naturalmente non ho una regola per l’equilibrio nella vita, come si vede evidentemente da quello che faccio e anche da quello che esprimo spesso anche sui social”, ammette con trasparenza Alessandro Gassmann. “Quindi non ho un grande equilibrio”, conclude. Poi, però, articola meglio il pensiero perché se è vero quello che ha appena sostenuto, lo è anche che si riconosce “nel personaggio di Guido Guerrieri – che è un avvocato penalista – nel cercare di dire sempre quello che penso e dire la verità, che è la mia verità. Quindi non è la verità universale. Penso che sia un esercizio importante per tutti. Dire la verità è alla base della nostra civile vita in comune”. Non potremmo essere più d’accordo.
Cosa farebbe Guido Guerrieri per migliorare la giustizia

Guardando alle vicende del protagonista di questa serie, ci chiediamo: se avesse margine per incidere in tal senso, cosa farebbe Guerrieri per rivoluzionare la giustizia una volta per tutte? Rivolgendo il pensiero a Guerrieri – La regola dell’equilibrio, in questa intervista Alessandro Gassmann, non ha una posizione netta a riguardo. “Mah, Guerrieri per rivoluzionare la giustizia una volta per tutte non so cosa farebbe, perché non sono un uomo di legge, non so neanche se vorrebbe rivoluzionarla, secondo me. Anzi, secondo me, cercherebbe semplicemente di farla funzionare bene rispettando le regole che ci sono”, spiega. Sarebbe un atteggiamento conservativo, ma certamente volto al miglioramento.
Poi specifica che “sono regole – questo detto da giuristi, a partire da Gianrico Carofiglio, che è un uomo di legge vero – [che] potrebbero funzionare bene se la giustizia fosse aiutata maggiormente a fare il proprio lavoro, che è un lavoro di grandissima responsabilità perché ha a che fare con il futuro delle persone, con la ricerca della verità. È un mestiere che io rispetto tantissimo, anche perché ho fatto questa serie nella quale mi sono dovuto impegnare nel cercare di entrare in un linguaggio giuridico che è complessissimo. Ho capito poco di giustizia, ma ho capito quant’è difficile farla funzionare”. Anche questa è la magia del mestiere dell’attore: vivendo una sola vita, un interprete ha la possibilità di vestire i panni di tante persone differenti e toccare con mano molte esistenze e circostanze disparate.
L’empatia: arma a doppio taglio? Non necessariamente
Guido Guerrieri è un uomo fortemente empatico, ma – si sa – l’empatia è un punto di forza e di debolezza al tempo stesso. È possibile pensare di valorizzare solo la parte positiva dell’empatia, senza che ci appesantisca? Che consiglio darebbe Alessandro Gassmann al suo personaggio e a tutti coloro che sono fortemente empatici per far leva solo sul lato positivo della questione?
In relazione a Guido Guerrieri Alessandro Gassmann afferma: “Fare dell’empatia un punto di forza e non di debolezza probabilmente è l’esercizio che mi sono sforzato di fare, interpretando Guerrieri, cioè quello di non nascondere le proprie fragilità. L’empatia ha a che fare con l’accoglienza. Lui è un uomo che accoglie. È un uomo che accoglie, che soffre sul suo corpo e sulla sua personalità i difetti suoi e degli altri e cerca di aiutarli a non essere troppo pesanti rispetto – poi – alle decisioni finali. Ripeto, la sua ricerca della verità è la molla che lo porta avanti con grande successo nel suo lavoro, con meno successo nella vita”. In generale, però, aggiunge: “Io penso che, alla fine, se nella vita si è persone empatiche, si dice la verità e magari si soffre anche più di altri che se ne fregano, poi saremo molto, molto più a posto con noi stessi. Avremo la possibilità di fare una vita più piacevole”.
Guido Guerrieri scenderebbe sempre in campo per chi è più debole
Guerrieri non si tira indietro nemmeno davanti a un caso da detective, ma esiste un caso ipotetico che possiamo immaginare non prenderebbe in carico o un limite oltre il quale non si spingerebbe?
Viaggiando con la fantasia oltre Guerrieri – La regola dell’equilibrio, in questa intervista Alessandro Gassmann afferma: “Mah, io penso, conoscendo Guerrieri ormai abbastanza bene, che non ci sono limiti rispetto alle sue scelte per decidere se prendere o no in mano un caso. Chiaramente essendo un uomo con una forte morale – no? – e anche con un’attenzione particolare a chi è in difficoltà, probabilmente continuerebbe a prediligere casi difendendo persone che non sono la parte forte della storia; quindi in soccorso di chi magari è più debole o chi è evidentemente dalla parte meno ascoltata del caso”. Come si fa, insomma, a non volergli bene?

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