Intervista a Lino Guanciale e Vittoria Puccini per Scuola di Seduzione
In occasione dell’uscita del nuovo film di Carlo Verdone, Scuola di Seduzione, abbiamo incontrato parte del cast: Vittoria Puccini e Lino Guanciale. Prodotto da Luigi e Aurelio De Laurentiis, il film segna il ritorno di Verdone alla regia cinematografica dopo la fortunata esperienza nella serialità con Vita da Carlo.
Ambientato in un presente in cui l’amore si intreccia sempre più con dinamiche digitali e persino con l’intelligenza artificiale, il film racconta la storia di sei personaggi insicuri e fragili che si affidano a una love coach per provare a rimettere ordine nelle proprie vite sentimentali: c’è chi cerca l’amore, chi vuole salvarlo e chi non smette di fare i conti con il passato.
Il film sarà disponibile dal 1° aprile in esclusiva su Paramount+. Con l’uscita del film, abbiamo incontrato Lino Guanciale e Vittoria Puccini per parlare proprio dei temi del film: insicurezze, relazioni e quel bisogno, sempre più urgente, di ritrovare connessione umana.
“Non è così inverosimile”: le relazioni oggi secondo gli attori
Alla domanda se una “scuola di seduzione” possa davvero esistere, Vittoria Puccini non esita a smontare l’idea di partenza come pura fantasia. “Non credo che sia così inverosimile,” spiega. “Oggi ci sono tanti coach, anche i mental coach, che lavorano sulla sicurezza e sulla confidenza con se stessi. E in fondo è proprio questo che manca ai personaggi del film: sono fragili, insicuri, hanno paura di mostrarsi per quello che sono.” Per l’attrice, il cuore del film sta proprio lì: nel tentativo di trasformare l’insicurezza in consapevolezza.
Lino Guanciale aggiunge una prospettiva più paradossale e insieme più umana: “Trattare la relazione come una materia con passaggi precisi ha un coefficiente di incredulità, certo. Però queste persone hanno davvero bisogno di lavorare su sé stesse. E il paradosso è che riescono a farlo quando costruiscono relazioni tra loro.” E proprio la dimensione collettiva diventa centrale.“Recuperano una dimensione di comunità, anche piccola, che in qualche modo li salva,” continua Guanciale. “E questo lo abbiamo vissuto anche noi sul set: il gruppo che si crea è una parte fondamentale del lavoro.”
Vittoria Puccini concorda, sottolineando il valore dello sguardo reciproco: “Nel gruppo vedi le fragilità degli altri e ti riconosci. Capisci che non sei solo nel tuo disagio. È una condizione che accomuna tutti. E anche il cinema serve a questo: raccontarti storie in cui puoi specchiarti e capire che non sei isolato.”
Parteciperebbero a una “scuola di seduzione”? Quando si passa dalla teoria alla pratica, l’atmosfera si alleggerisce subito. “Dipende dalle prove,” ride Vittoria Puccini, riferendosi alle strane attività viste nel film. Guanciale interviene subito: “Tipo la cena bendata.” L’attrice non si tira indietro del tutto: “Io parteciperei… sì, forse sì.” “Trascinato,” aggiunge lui. “Però devono promettere qualcosa,” scherza ancora lei. “Un piccolo benefit, anche un buffet,” chiude Guanciale, con ironia.
Nel film c’è anche una scena di ballo tra i due attori, momento chiave per i loro personaggi. Ma come si rapportano nella vita reale alla pista da ballo? “Io sono un po’ estrema,” racconta Puccini. “O tutto o niente. O ballo tantissimo oppure resto in disparte. Se inizio, posso non fermarmi più.”
Guanciale ricorda invece un’esperienza intensa sul set: “È stata una sequenza molto lunga, ripetuta tante volte, quasi come una piccola maratona. Però alla fine è stata liberatoria. Il ballo è una cosa che ti sblocca. Anche se nella vita, alle feste, tendo a restare un po’ in disparte, lì è stato diverso.” Tra timidezza iniziale ed energia crescente, la scena diventa quasi una metafora del film stesso: uscire da sé, anche solo per un momento.
La conversazione si chiude su uno dei nodi centrali del film: la verità nelle relazioni. Per Vittoria Puccini la risposta è netta: “Fingere è difficilissimo. Non riesco a stare in un rapporto in cui non credo più. È un incubo. Preferisco chiudere piuttosto che portare avanti una finzione.”

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