Morbo K – Chi salva una vita, salva il mondo intero: intervista a Giacomo Giorgio (Pietro Prestifilippo)
È al via martedì 27 gennaio 2026 Morbo K – Chi salva una vita, salva il mondo intero. In questa intervista a Giacomo Giorgio (Pietro Prestifilippo), scopriamo di più sulla miniserie liberamente tratta da una vicenda storica realmente accaduta durante l’occupazione nazista a Roma, quando un gruppo di medici dell’ospedale Fatebenefratelli ha ideato il “Morbo di K”: una malattia fittizia e altamente contagiosa, riuscendo così ad impedire la deportazione di molti ebrei romani. Va in onda in occasione della Giornata della Memoria.
Trovi il video con l’intervista completa a Giacomo Giorgio (Pietro Prestifilippo) all’inizio di questo articolo.
I personaggi immaturi che poi crescono di Giacomo Giorgio: “pura casualità”
È già capitato di vedere Giacomo Giorgio indossare i panni di un personaggio immaturo che, poi, cresce: prima di Morbo K, anche in Carosello in love e in Doc – Nelle tue mani. Cosa lo affascina di questi ruoli? “Mah, allora, innanzitutto è una pura casualità se c’è qualche cosa di similare tra un personaggio e un altro”, commenta l’attore. “Sinceramente non paragonerei un Carosello in love con Morbo K – Chi salva una vita, salva il mondo intero – come spiega in questa intervista Giacomo Giorgio – per il semplice fatto che – seppur sono personaggi che possono sembrare simili, ma sono completamente differenti, anche perché – nel caso di Pietro, è proprio un cambiamento nei confronti di una cosa atroce che sta succedendo. Quindi, mi affascinano tutti i personaggi, affinché mi diano la possibilità di dimostrare delle diversità”.
La meraviglia di ritrovarsi sul set con Vincenzo Ferrera

In Morbo K – Chi salva una vita, salva il mondo intero – come approfondisce in questa intervista Giacomo Giorgio – l’attore si trova di nuovo sullo stesso set con Vincenzo Ferrera, dopo esperienze precedenti come Mare Fuori. È “meraviglioso!”, afferma. Infatti, Vincenzo Ferrera “è un mio grandissimo amico, un attore che amo follemente. Soprattutto, quando hai la possibilità di lavorare con persone che conosci bene, attori che conosci bene, conosci bene i tempi, conosci bene quando dirà quella battuta, forse come dirà quella battuta, ovviamente la recitazione – in generale – cresce e tutto ne risente in maniera molto positiva”.
Il legame “d’amore” ma “conflittuale” di Pietro con la madre
Il legame di Pietro con la madre è “d’amore”, ma “ovviamente conflittuale, perché Pietro è cresciuto in una famiglia filofascista, nel senso che il padre è morto per il Duce.” Pensando a Morbo K – Chi salva una vita, salva il mondo intero – come indaga in questa intervista Giacomo Giorgio – la paura materna di perderlo condiziona il suo agire e le sue scelte? “La madre gli continua a dire: ‘Ma che te frega, ma se fai il tuo lavoro stai al sicuro’. Ovviamente la madre lo fa per il figlio, per amore per questo figlio. A un certo punto Pietro – in una scena che ho amato molto girare – si ribella anche a questa sua struttura famigliare, perché dice: ‘Va bene tutto, ma quando siamo di fronte a una atrocità del genere non si può girare la faccia’”.
Il messaggio che Giacomo Giorgio spera che arrivi al pubblico da questa serie
Morbo K – Chi salva una vita, salva il mondo intero è una serie importante: “Forte e chiaro spero che lo spettatore possa porsi delle domande, come me le sono poste io”, dice Giacomo Giorgio. “Questa credo sia la prima missione – diciamo – del mestiere dell’attore, del mestiere del cinema, del teatro. Insomma, non necessariamente domande alle quali deve conseguire una risposta, però già il fatto che i giorni successivi sei lì che ti ribolle qualcosa dentro, ti chiedi qualche cosa, vuol dire che la missione è stata compiuta. In questo caso specifico, la scelta di un ragazzo nel mettere – addirittura – a rischio la propria vita per un bene superiore”, conclude.

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