Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli: intervista a Federico Cesari (Giovanni Pascoli/Zvanì)
Debutta martedì 13 gennaio 2026 su Rai 1 Zvanì – Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli. In questa intervista a Federico Cesari, scopriamo di più su questo film e sul protagonista. La storia si colloca nel 1912. Intanto che un corteo funebre porta le spoglie di Giovanni Pascoli a Castelvecchio, la sorella Mariù ne rievoca la vita segnata da poesia, ambizioni e tensioni in famiglia.
Trovi il video con l’intervista completa a Federico Cesari (Giovanni Pascoli/Zvanì) all’inizio di questo articolo.
L’aspetto più emozionante del calarsi nei panni di Giovanni Pascoli
Addentrandoci nelle pieghe di Zvanì – Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli, in questa intervista a Federico Cesari gli chiediamo qual sia stato l’aspetto più emozionante nell’interpretare Giovanni Pascoli. “L’aspetto più emozionante è stato sicuramente andare a descrivere – poi – quelle che sono tutte le ossessioni di questo personaggio e, quindi, la sua ricerca ossessiva – appunto – di ricreare quell’aspetto di nido famigliare, di cui lui è stato privato durante l’infanzia”, racconta l’attore. “Nonostante – appunto – tutte le privazioni e le controversie che questo mito porta – perché è un laboratorio di amore, ma c’è anche molto dolore, c’è anche molta impossibilità, appunto, di immaginare una vita al di fuori del nido – lui, nonostante ciò, continua ossessivamente a ripercorrere questa missione morale di voler ricreare questa dimensione famigliare per sé e per le sorelle” aggiunge.
L’aneddoto legato al liceo di Federico Cesari in relazione al film
In Zvanì – Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli Federico Cesari interpreta Giovanni Pascoli/Zvanì: ripensando agli anni della scuola, avrebbe mai immaginato di vestire i panni di Pascoli, un giorno? “No, non l’avrei mai immaginato” ammette. Poi specifica: “Anzi, c’è un aneddoto che mi emoziona parecchio, perché io ricordo che con la scuola sono andato a vedere il film su Giacomo Leopardi di Martone. Poi mi sono ritrovato, qualche mese fa, a presentare il film su Giovanni Pascoli al mio liceo ed è stato bellissimo”. Possiamo solo immaginarlo!
Questo film protegge Giovanni Pascoli da semplificazioni grazie a un focus sulla sua dimensione umana

Un solo film non può raccontare in maniera esaustiva una figura come Giovanni Pascoli. Su questo siamo tutti d’accordo. Tuttavia, questo adattamento televisivo protegge il poeta da semplificazioni. “Lo protegge nella dimensione all’interno della quale noi raccontiamo l’uomo – come dicevo prima – le sue ossessioni, la sua volontà, la sua psicologia, la sua filosofia ma anche – appunto – come dicevo, la sua sofferenza, perché la sua vita è attraversata da un fiume di sofferenza.”
Con queste parole Federico Cesari approfondisce il punto. “Lui, in qualche modo, ricerca nei legami familiari e nella poesia delle isole di felicità; ma andando a raccontare – appunto – il poeta che soffre, il poeta che ha le sue ossessioni e le sue paure, la sua anche impotenza, impossibilità di realizzazione, penso che, in questo modo, si racconta l’uomo Giovanni Pascoli e non il poeta che viene posto sull’altarino e celebrato. Quindi questo ce lo riporta a una dimensione più vera e più umana”, conclude.
Il più grande traguardo del team sul set del film
Il regista Giuseppe Piccioni ha raccontato di aver condiviso con i giovani del cast anche incertezze e ansie: qual è stato il più grande traguardo raggiunto insieme come squadra? “Il più grande traguardo penso che sia stato proprio il percorso stesso che abbiamo affrontato insieme, il fatto che – comunque – abbiamo creato dei rapporti veri di scambio, di fiducia”, spiega Federico Cesari.
“Ci siamo tutti – comunque – appassionati a Giovanni Pascoli realmente e continuiamo anche a confrontarci. Ora che il film è finito, la promozione è finita, continuiamo io e Piccioni a confrontarci, a mandarci delle idee, dei dialoghi critici su Giovanni Pascoli. Quindi, il fatto che si sia creato – appunto – un dialogo sincero, dei rapporti veri di amicizia e il fatto di aver attraversato – comunque – la vita di un poeta così importante che questa vita ci è rimasta addosso, penso che sia risultato più bello per noi”, continua. Insomma, anche sul set una bella storia, intrisa di emozioni e di scambi costruttivi.

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