Francesco Leo e Gloria Harvey, intervista per Tutto l’amore che resta
In Tutto l’amore che resta, la nuova serie di Rai 1 diretta da Andrea Rebuzzi, Francesco Leo e Gloria Harvey interpretano due ragazzi molto diversi, ma accomunati da un percorso di cambiamento. Giulio era una promessa del basket prima che un incidente lo costringesse su una sedia a rotelle; Vittoria, invece, arriva al Liceo Helen Keller dalla Roma bene, trascinata in una realtà completamente nuova insieme al fratello Matteo. Il loro incontro finirà per mettere in discussione le certezze di entrambi.
A proposito del rapporto tra i due personaggi, Francesco Leo racconta che il loro incontro nasce proprio dalla possibilità di mettere a confronto due punti di vista apparentemente lontani: “Credo che si crei una sorta di unione tra i due punti di vista. Vittoria è una persona che si sta approcciando a una nuova realtà, perché si trasferisce in questa scuola dove ci sono tutti questi ragazzi con disabilità. Per lei è un mondo estraneo, ma in realtà anche per Giulio, in un certo senso, è così. L’incidente è successo sei mesi prima e quindi anche per lui quel mondo non è ancora un mondo che gli appartiene, ma qualcosa che piano piano deve imparare a conoscere”.
Per Gloria Harvey, però, il punto di partenza è ancora più universale: “Quando due persone hanno vissuto un passato diverso, con una vita alle spalle diversa, se si incontrano possono farsi del bene. Nel loro caso è proprio questo: Vittoria e Giulio sono due personaggi che si aiuteranno tantissimo, in modi diversi. Ci si completa, in un certo senso. Quando ci si incontra si è diversi, ma ci si prova a incontrare in qualche punto”. Uno degli elementi più importanti del percorso di Giulio è la rabbia provocata dalla perdita improvvisa della vita che aveva immaginato per sé. Fino a pochi mesi prima era una promessa del basket, mentre ora deve confrontarsi con una disabilità che non ha ancora imparato ad accettare. Per Francesco Leo, però, è importante non leggere questa rabbia esclusivamente attraverso la disabilità: “È una rabbia quasi naturale. Quando ci si fa un’idea di quella che sarà la propria vita e di quelli che sono i propri obiettivi, e poi un fattore esterno cambia totalmente la strada che avevi in mente, è normale che questo sfoci in una rabbia incredibile”.

Anche Vittoria deve compiere un percorso di apertura verso un mondo che inizialmente percepisce come estraneo. Il passaggio fondamentale, secondo Gloria Harvey, arriva quando la ragazza comincia a sentirsi realmente accolta: “Penso quando, un po’ come tutti, si sente accolta. Quando comincia a stringere i primi legami, quando comincia a vedere che dall’altro lato c’è qualcuno che alla fine la coglie, non la respinge. Quando ci si sente amati, si ama. E in quel momento si apre al mondo”.
Il rapporto tra Vittoria e Giulio diventa così anche una storia d’amore che nasce mentre entrambi stanno ancora cercando di capire chi sono. Per Leo, questa dimensione aggiunge un elemento importante alla serie: “È stato molto interessante proprio perché aggiunge un fattore in più. Non è solo la relazione a cambiare, ma sono anche i personaggi che cambiano nel corso del tempo e si cambiano a vicenda. Indubbiamente aggiunge qualcosa alla storia e la rende più interessante”.
Per Gloria Harvey è stato invece soprattutto un percorso emozionante: “È stato emozionante. Sono due personaggi che hanno un arco di evoluzione e di cambiamento importante, per tante cose. Vittoria forse anche più di Giulio per determinati aspetti. Entrambi, però, stanno accettando qualcosa: Giulio sta accettando la propria disabilità e Vittoria sta accettando di stare in quel nuovo contesto”. E proprio Giulio può diventare una delle ragioni per cui Vittoria riesce ad accettare quella nuova realtà: “Forse proprio Giulio è uno dei motivi per cui lei accetterà così tanto questo nuovo contesto, perché è una spinta per lei”, aggiunge l’attrice.
Interpretare Vittoria ha permesso inoltre a Gloria Harvey di riconoscersi in alcuni aspetti del personaggio, pur mantenendo una distanza rispetto alle sue scelte: “Sicuramente abbiamo tanti punti in comune a livello di vissuto, soprattutto per determinati aspetti familiari. Però penso che la cosa in cui mi sono vista più distante da Vittoria sia il modo in cui determinate emozioni e determinate cose vengono espresse nel pratico, cioè nelle sue scelte. Non le condivido, però capisco e posso comprendere le intenzioni che ci sono dietro quello che ha fatto”.

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