Intervista a Emily Hampshire, E.D.I.T. in VisionQuest
In occasione dell’arrivo di VisionQuest su Disney+, abbiamo intervistato Emily Hampshire, interprete dell’intelligenza artificiale E.D.I.T.H., per parlare del suo rapporto con Vision, del ritorno nell’universo di Terry Matalas e di un ipotetico incontro con Doctor Doom.
Interpretare un’intelligenza artificiale può diventare un modo per scoprire qualcosa di nuovo sulla natura umana. Lo racconta Emily Hampshire, che in VisionQuest, la serie Marvel disponibile su Disney+ dal 14 ottobre 2026, veste i panni di E.D.I.T.H., un’intelligenza artificiale legata all’eredità tecnologica di Tony Stark. Conosciuta per il ruolo di Stevie Budd in Schitt’s Creek e per quello di Jennifer Goines in 12 Monkeys, l’attrice torna a collaborare con Terry Matalas, showrunner della nuova produzione Marvel, ritrovando alcune delle persone con cui aveva già condiviso il set.
Durante la nostra intervista abbiamo parlato del bisogno di E.D.I.T.H. di sentirsi indispensabile, della sua curiosità verso le esperienze umane e del rapporto con le altre intelligenze artificiali dell’universo Marvel. C’è stato spazio anche per immaginare un incontro con Tony Stark e Doctor Doom, per un curioso paragone con le emozioni di Inside Out e per scoprire quale capacità del suo personaggio Hampshire vorrebbe utilizzare nella vita quotidiana.
La serie è stata presentata anche alla ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma, dove Paul Bettany e Ruaridh Mollica, insieme al creatore Terry Matalas, hanno accompagnato la proiezione dei primi due episodi e in anteprima anche i primi dieci minuti del terzo.

In una precedente intervista hai raccontato che E.D.I.T.H. trova divertente il proprio lavoro e vuole essere la preferita di Vision. Pensi che, nel profondo, sia perché ha un disperato bisogno di sentirsi amata?
«Penso che voglia sentirsi necessaria. Non credo che conosca davvero il linguaggio dell’amore o qualcosa del genere. È un’intelligenza artificiale e le IA, fondamentalmente, dipendono dagli altri. Se nessuno ha bisogno di te, vieni cancellato. In quella casa ci sono FRIDAY, che si occupa della socializzazione, e J.A.R.V.I.S., che gestisce la sicurezza. Sono tutti compiti considerati importanti, mentre il divertimento viene visto come qualcosa di cui si può fare a meno, un po’ come quando nelle scuole eliminano l’educazione fisica e l’arte. Credo quindi che E.D.I.T.H. sia così disperata nel voler dimostrare il proprio valore proprio perché ha paura di essere cancellata. Vuole che Vision abbia bisogno di lei.»
C’è qualcosa che hai scoperto di te stessa interpretando E.D.I.T.H. e che ti ha particolarmente sorpresa?
«Mi ha sorpresa quanto mi sia sentita viva interpretando un’intelligenza artificiale. Quando interpreto un essere umano, penso che spesso noi esseri umani cerchiamo di evitare le emozioni, di non mostrare quello che proviamo e di essere sempre più intelligenti e razionali. E.D.I.T.H., invece, sa già tutto. Quello che le manca è la possibilità di vivere davvero certe esperienze. Conosce tutti gli ingredienti necessari per preparare la pizza migliore del mondo, eppure non può assaggiarla. Ed è proprio quello che desidera. Interpretarla è stata una delle esperienze che mi hanno fatto sentire maggiormente in contatto con la sensazione di essere viva.»
E.D.I.T.H. rappresenta una parte dell’eredità di Tony Stark. Se potessi immaginare un incontro tra il tuo personaggio e Tony, quale pensi sarebbe la prima cosa che gli direbbe?
«Oh, questa è una bellissima domanda! Accidenti, cosa gli direbbe E.D.I.T.H.? Credo che la prima cosa sarebbe “Sono un eroe!”. Perché Tony l’ha chiamata E.D.I.T.H., che significa Even Dead, I’m The Hero, ovvero “Anche da morto, sono l’eroe”. Credo che lei vorrebbe fargli sapere di aver raccolto la sua eredità, di essere riuscita a portarla avanti e di essere stata un’eroina. »
E poi probabilmente gli direbbe anche “Ciao, papà!”.
«Sì, decisamente “Ciao, papà!”. In fondo, penso che E.D.I.T.H. abbia avuto due papà straordinari, Tony Stark e Terry Matalas, il nostro showrunner. Terry è davvero fantastico.»
E se E.D.I.T.H. incontrasse Doctor Doom, considerando che siamo nell’era di Avengers: Doomsday, e scoprisse che ha esattamente lo stesso volto di Tony Stark. Quale sarebbe la sua prima reazione? Un errore di sistema, una crisi d’identità oppure uno dei suoi commenti sarcastici?
«Oh mio Dio, adoro questa domanda! Credo che penserebbe di trovarsi davanti a un errore di sistema. Cercherebbe disperatamente di capire che cosa stia succedendo!»
Da 12 Monkeys a VisionQuest ti ritrovi a lavorare con diverse persone che conosci già, anche se questa volta interpretate personaggi differenti. Com’è stato ritrovarvi sul set e tornare a lavorare insieme?
«È stata la cosa più bella del mondo! Soprattutto perché entrare a far parte di qualcosa di grande come il Marvel Cinematic Universe mi avrebbe terrorizzata. Invece, grazie alla presenza di Terry, è stato un po’ come tornare a casa. A proposito di case, quando Terry mi ha mostrato lo spazio mentale di Vision, quella specie di enorme villa in cui viviamo nella serie, la prima cosa che mi ha detto è stata “No, non puoi dormire qui!”. Lo ha detto perché mi conosce bene e sa che quella è praticamente la casa dei miei sogni! Quindi ritrovare tutti e lavorare di nuovo insieme è stato davvero un regalo straordinario.»
Le intelligenze artificiali Marvel come le emozioni di Inside Out
In alcune interviste Emily Hampshire aveva già paragonato E.D.I.T.H. a Gioia, uno dei personaggi di Inside Out. Abbiamo quindi deciso di proseguire il gioco, chiedendole quali emozioni potrebbero rappresentare le altre intelligenze artificiali Marvel.
Se E.D.I.T.H. è Gioia, FRIDAY potrebbe essere Tristezza, soprattutto per il legame con Tony Stark e la sua perdita. DUM-E e U potrebbero invece rappresentare Paura, mentre J.A.R.V.I.S. sarebbe perfetto per Ansia. Il confronto è diventato ancora più divertente quando siamo arrivati a Ultron, considerando il suo rapporto decisamente problematico con l’umanità è perfetto sia come Disgusto che come Rabbia.
Per concludere l’intervista abbiamo chiesto all’attrice quale problema della vita quotidiana risolverebbe se potesse utilizzare una delle incredibili tecnologie a disposizione di E.D.I.T.H., lasciandole la libertà di scegliere anche qualcosa di completamente assurdo. Hampshire ha prima sottolineato un altro aspetto del personaggio, ovvero la sua curiosità verso tutte quelle abitudini umane che, pur sembrando prive di logica, esercitano su di lei un grande fascino.
La risposta è poi arrivata con una scelta decisamente pratica. L’attrice vorrebbe poter cambiare outfit con la stessa facilità con cui lo fa E.D.I.T.H., avendo immediatamente a disposizione qualsiasi abito desideri. Un desiderio che riporta la conversazione a uno degli aspetti più interessanti del personaggio, la sua capacità di fare cose straordinarie attraverso la tecnologia e, allo stesso tempo, la curiosità verso esperienze che per gli esseri umani fanno semplicemente parte della quotidianità.

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