Intervista a Matteo Martari e Gianluca Mazzella per Libera 2
Un nuovo caso, un processo destinato a catalizzare l’attenzione della città di Trieste e un equilibrio ancora più sottile tra crime, dramma e commedia. Libera 2 riparte da questi elementi e, in occasione dell’Italian Global Series Festival 2026, Matteo Martari e il regista Gianluca Mazzella hanno raccontato la nuova stagione della fiction Rai con Lunetta Savino, presentata in anteprima al festival.
Al centro dei nuovi episodi ci sarà il processo a Elena Palma, ma non mancheranno le dinamiche che hanno reso speciale il rapporto tra la giudice Libera Orlando e Pietro, il personaggio interpretato da Martari. Per l’attore, infatti, la seconda stagione rappresenta anche una nuova occasione per mostrare un lato inedito del suo personaggio, alle prese con la paternità e con il suo “conflitto collaborativo” con Libera.
“Partiamo da un fatto noto già nella prima stagione: Pietro è padre”, racconta Matteo Martari. “Ritroveremo quindi un Pietro nel tentativo di essere anche un buon padre, sempre comunque con questo rapporto molto divertente di conflitto, ma un conflitto collaborativo, insieme alla giudice Libera”. Un equilibrio particolare, quello tra i due personaggi, che continuerà a essere uno degli elementi centrali della serie. “Lo ritroviamo in questa situazione e sarà divertente vedere come i due personaggi tenteranno di risolvere queste nuove situazioni in cui si troveranno coinvolti”, aggiunge l’attore.
La componente crime resta dunque fondamentale per la serie e Martari ammette di essere un appassionato del genere anche nella vita privata. “Sono abbastanza appassionato di gialli”, racconta. “Non mi sono ispirato a nessuno, ma è sicuramente un genere che amo molto vedere come spettatore”.
La vera sfida di Libera, però, resta la contaminazione tra generi. Una caratteristica già presente nella prima stagione e che la seconda intende portare ancora più avanti. Gianluca Mazzella sottolinea infatti come “la sfida di questa serie, già nella prima stagione ma confermata nella seconda, sia quella di inserire nel giallo la commedia”. Il regista parla di “un continuo rimando tra giallo, giallo dramma e commedia”, un elemento che apprezza particolarmente anche da spettatore e che ha voluto riproporre nella fiction.
La nuova stagione cambia però anche il cuore del racconto. Se nella prima Libera era stata chiamata a confrontarsi con un caso profondamente personale, legato alla perdita della figlia, questa volta il processo al centro della storia assume una dimensione più ampia e sociale. “Nella prima stagione si parla di una famiglia, di una giudice e di un caso”, spiega Mazzella. “Forse si può definire sociale, perché il caso di femminicidio riguarda comunque la nostra società. È un dramma che purtroppo leggiamo sui giornali tutti i giorni”.
In Libera 2, quindi, la protagonista si trova a dover affrontare un processo di grande rilevanza per la città di Trieste. “Questa volta Libera, anziché occuparsi di un caso personale come la perdita della figlia, si occupa come giudice di un processo molto importante e molto mediatizzato, proprio su un femminicidio”, racconta il regista. “L’aspetto più legato alla nostra società è proprio il fatto che si parla di un evento drammatico come quello della morte di una ragazza”.
Un nuovo capitolo che sembra quindi voler mantenere intatta l’identità della serie, spingendo però ancora più in profondità i suoi personaggi e il delicato equilibrio tra leggerezza e dramma.

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