Super Market, il cast racconta la nuova comedy Prime Video: “Le fragilità diventano commedia”
All’Italian Global Series 2026 abbiamo incontrato Tommaso Cassissa, Alessandro Betti, Davide Calgaro e Marta Zoboli, protagonisti di Super Market, la nuova serie comedy Prime Original italiana scritta e diretta dal collettivo Il Terzo Segreto di Satira. La serie, prodotta da Banijay Italia in collaborazione con Prime Video, è disponibile dal 17 luglio in esclusiva su Prime Video con sei episodi.
Al centro della storia c’è Eury, un supermercato di quartiere nella periferia di Milano dove il caos è la regola e ogni giornata sembra destinata a trasformarsi in una nuova catastrofe. Tra dipendenti eccentrici, clienti sempre pronti a lamentarsi e il rischio concreto di chiusura, il microcosmo del supermarket diventa lo specchio di una piccola comunità, con le sue fragilità, le sue goffaggini e una sorprendente capacità di resistere.

A fare da punto di ingresso per il pubblico è Edoardo, lo stagista interpretato da Tommaso Cassissa. “Tramite l’arrivo del mio personaggio, che è uno stagista, lo spettatore conosce tutta la dinamica all’interno del supermercato e tutti i personaggi”, racconta l’attore. Edoardo è, di fatto, lo sguardo attraverso cui il pubblico scopre Eury: “Lo spettatore si riconosce nei suoi occhi, nella sua coscienza e nel suo sguardo e cerca di comprendere tutto ciò che è il mondo del lavoro, di quel discount, di quel supermercato, tramite la sua esperienza”.
È proprio questa prospettiva inedita a rappresentare, secondo Cassissa, una delle grandi forze della serie. “Parla di qualcosa che è sotto gli occhi di tutti, che tutti noi viviamo ma viviamo di sfuggita, e ci fa un po’ mettere dall’altra parte”. Anche per il cast l’esperienza sul set è stata particolare, a partire dalla location: “È stato bellissimo anche soltanto girare all’interno di un vero supermercato e anche di notte. È qualcosa di strano, di nuovo. La forza è mettere un argomento così sulla bocca di tutti, così quotidiano, ma guardato da tutt’altro punto di vista”.
Se Edoardo è il nuovo arrivato, Anita, interpretata da Marta Zoboli, è una delle figure che meglio rappresentano le imperfezioni del mondo di Eury. Caporeparto single e puntigliosa, il personaggio è “particolarmente goffo e sfigato”, come lo definisce la stessa attrice. “Diciamolo, ha proprio difficoltà a vivere. L’unica sua prerogativa è il lavoro, la priorità e l’unica cosa in cui si riconosce”. Anita vive una solitudine importante, ma non necessariamente drammatica: “Io a casa me la vedo proprio in un monolocale coi gatti, magari quelli che trova per strada e che sfama. È una solitudine importante, ma non particolarmente triste. Diciamo accettata, ormai”.
Ed è proprio nelle fragilità dei personaggi che Super Market sembra trovare la propria chiave comica. “Ci siamo divertiti molto a girare e quando ci si diverte così tanto si sta così bene, si hanno grandi aspettative anche sul risultato”, spiega Zoboli. La serie, però, punta su una comicità diversa da quella a cui il pubblico italiano è abituato: “Credo diverta in un modo un po’ diverso. Nella commedia italiana vengono mostrate tutte le fragilità umane di ognuno di noi. Queste insicurezze, queste goffaggini diventano poi l’argomento della risata e della commedia”.
Tra i dipendenti di Eury c’è anche Filippo, il magazziniere interpretato da Davide Calgaro. “È un discount frequentato principalmente da anziani e maranza, e quindi ci sono tutte le varie avventure che vivono i personaggi che ruotano attorno a questo supermercato”, racconta l’attore. Filippo si occupa della parte più operativa del negozio, ma ha anche una personalità molto riconoscibile: “È un personaggio tamarro, diciamo”.
Un personaggio che i colleghi hanno ribattezzato “Magaz Bro” e che, dietro un’apparenza ruvida, nasconde anche un lato più tenero. “Di primo impatto sembra uno abbastanza rude, poco scolarizzato, un po’ lo è”, ammette Calgaro, “però in realtà direi che è un buono, abbastanza buono”. E proprio con Sonia, la cassiera del supermercato, esiste una storia che la serie svilupperà nel corso degli episodi.
A guidare, almeno sulla carta, il supermercato è invece Enrico, il direttore interpretato da Alessandro Betti. “Non so perché abbiano scelto me”, scherza l’attore parlando del suo personaggio, “perché Enrico è una persona molto buona fondamentalmente, ma che non ha autorevolezza”. Il suo tentativo di imporsi si traduce così in “atteggiamenti un po’ autoritari, ma fatti da una persona totalmente incapace di questo ruolo”.
Enrico si trova a gestire una vera e propria “banda di simpaticissimi disperati” e un supermercato che rischia di chiudere perché è l’ultimo della catena per risultati. “È un po’ lo specchio anche dei clienti che hanno”, spiega Betti. “Come quando si dice che la classe politica rispecchia il Paese, qui è uguale: i clienti rispecchiano un po’ quelli che sono”.
Di fronte alla spada di Damocle della chiusura, Enrico prova in ogni modo a rilanciare Eury. Il problema è che ogni sua idea rischia di peggiorare ulteriormente la situazione. “È come quelli che più stanno fermi meglio è. Invece lui rilancia ogni volta e ogni volta il danno aumenta”. Un personaggio convinto di avere il sostegno dei suoi dipendenti, ma che in realtà viene soprattutto “sopportato, anche con affetto e con amore”.
In questo gruppo di personaggi imperfetti e irresistibili, Super Market costruisce così una commedia corale che parla di lavoro, precarietà e quotidianità senza prendersi troppo sul serio. E forse è proprio questo il segreto di Eury: un luogo dove tutto sembra andare storto, ma dove, nel bene e nel male, ogni dipendente finisce per sentirsi a casa.

Lascia un commento