Intervista Ancora più Sexy, Michela Andreozzi, Michele Rosiello e Mario Ermito
Dopo il successo di Pensati Sexy, torna l’universo romantico e irriverente creato da Michela Andreozzi con Ancora più Sexy, disponibile su Prime Video dal 12 giugno. Il sequel, coprodotto da Amazon MGM Studios e Fabula Pictures, ritrova Diana Del Bufalo nei panni di Maddalena Gentili e Valentina Nappi in quelli dell’incontenibile spirito guida che continua a sconvolgere la sua vita sentimentale. Tre anni dopo gli eventi del primo film, Maddalena è una scrittrice affermata e sembra aver trovato la serenità accanto al compagno Vanni. Ma il ritorno di Valentina e l’incontro con Bruno la porteranno a mettere in discussione ogni certezza, fino a una conclusione tanto semplice quanto rivoluzionaria: il partner perfetto non esiste.
Ne abbiamo parlato con la regista Michela Andreozzi e con gli attori Mario Ermito e Michele Rosiello, che ci hanno raccontato il modo in cui il film affronta il tema delle relazioni e della ricerca della felicità.
Michela Andreozzi: “È una storia che parla della rivoluzione di una persona con se stessa”. In un panorama in cui il pubblico continua a consumare storie romantiche tra libri, serie tv e film, Ancora più Sexy prova a rinnovare il genere concentrandosi soprattutto sul percorso interiore della sua protagonista. “Credo che ci sia sempre spazio per la commedia. Mi piace pensare che, nonostante io sia qui in mezzo ai due protagonisti maschili, si parli comunque di una rom-com che riguarda una ragazza e la sua voce interiore. In qualche modo parla dell’evoluzione, della rivoluzione di una persona con se stessa, riguardo se stessa.”
Andreozzi sottolinea come il cuore del film resti il rapporto tra Maddalena e Valentina, una coppia narrativa insolita ma centrale nel racconto. “Tenendo Maddalena e Valentina come coppia centrale, penso che il film possa raccontare davvero la crescita di un personaggio femminile nel contemporaneo. Maddalena è proprio una millennial e, secondo me, racconta molto bene la generazione dei millennial.”

“Giudichiamo troppo spesso le persone dall’apparenza”
Tra le novità del sequel c’è Bruno, interpretato da Mario Ermito, un personaggio che nasconde molto più di quanto lasci intendere a un primo sguardo. “Bruno ha un aspetto molto più profondo di quello che può sembrare all’inizio. Nella società, in generale, si tende a giudicare troppo presto una persona dall’apparenza, senza conoscere la sua storia o il percorso che ha vissuto.”
L’attore evidenzia come il film costruisca gradualmente il personaggio, permettendo al pubblico di scoprirne le sfumature. “Bruno lo dimostra nel corso della storia, perché c’è proprio un crescendo di emozioni. E credo che ogni relazione sia a sé, ogni storia sia a sé. Quando ci sono di mezzo i sentimenti, tutto è lecito.”
“La felicità non arriva automaticamente quando tutto sembra perfetto”. Se Bruno rappresenta l’imprevisto, Vanni (Michele Rosiello) è invece l’uomo che sembra avere tutte le caratteristiche del compagno ideale. Eppure il film mette in discussione proprio questa idea di perfezione. “Lui ritiene di essere l’uomo perfetto. Probabilmente è anche il compagno ideale. Il problema è che questo non basta.” Per Michele Rosiello, il film racconta con chiarezza come la felicità non possa essere ridotta a una checklist di obiettivi raggiunti.
“L’amore è qualcosa che va coltivato giorno dopo giorno. Non significa che, se hai tutto a posto, se ti sposi, hai una casa o il lavoro dei sogni, allora hai automaticamente trovato la felicità. La felicità è un’altra cosa.”
Un concetto che si lega direttamente al messaggio centrale del film.
“Dobbiamo prima di tutto essere noi un frutto intero. Dobbiamo realizzarci e trovare un equilibrio da soli, per poi poter creare qualcosa con l’altro. Più che cercare la metà della mela, ognuno dovrebbe trovare il proprio frutto e metterlo insieme a quello dell’altra persona.” E Michela Andreozzi promuove Vanni… con riserva
La regista chiude con una battuta sul personaggio interpretato da Rosiello, lasciando aperta una possibilità di redenzione. “Penso che il suo personaggio debba fare un po’ di psicoterapia. Però secondo me ha delle buone possibilità. Tra un annetto di psicoterapia, io dico di sì.”
Tra romanticismo, ironia e riflessioni sulla ricerca della felicità, Ancora più Sexy prova così a raccontare una generazione che ha smesso di inseguire il mito dell’amore perfetto per concentrarsi, prima di tutto, sulla conoscenza di sé. Un percorso che passa dagli errori, dalle contraddizioni e dalle imperfezioni. Proprio quelle che, forse, rendono ogni storia d’amore davvero interessante.

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