Bruno Gouery: “Il successo di Emily in Paris? Le persone hanno bisogno di leggerezza”
Tra gli ospiti internazionali dell’Italian Global Series Festival 2026, che si è svolto tra Rimini e Riccione, c’è stato anche Bruno Gouery, attore francese noto al grande pubblico per il ruolo di Luc in Emily in Paris e apparso anche nella seconda stagione di The White Lotus. Con una carriera che spazia tra cinema e televisione, e un forte legame con l’Italia grazie alle sue origini materne e ai numerosi progetti girati nel nostro Paese, Gouery è stato protagonista del festival anche come Presidente della giuria della International Competition – Comedy, affiancato da Pier Giorgio Bellocchio, Rudy Buttignol, Katia Fellin e Kaze.
In occasione del festival lo abbiamo incontrato per parlare del fenomeno mondiale di Emily in Paris, giunta alla sua stagione conclusiva, e del personaggio di Luc, diventato uno dei più amati della serie Netflix.
“Emily in Paris offre una pausa dalla quotidianità”
Con la stagione finale ormai arrivata, abbiamo chiesto a Bruno Gouery quale sia, secondo lui, il segreto del successo internazionale della serie.
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“Parlando con il pubblico che viene a trovarmi e mi chiede un selfie, mi accorgo che ci sono due elementi che tornano sempre. Il primo è Parigi: è una città leggendaria, iconica. Non mi aspettavo che la gente la amasse così tanto. Il secondo è che le persone hanno bisogno di staccare dalla quotidianità, dal lavoro. In questa serie trovano un soffio di leggerezza e brillantezza. Vedono bei vestiti, belle ragazze, bei ragazzi… non parlo per me, però vedono tante belle cose.”
Per l’attore, dunque, il fascino della capitale francese si unisce al desiderio del pubblico di lasciarsi trasportare in un mondo elegante, romantico e spensierato, trasformando Emily in Paris in un vero fenomeno globale.
Da Roberto Benigni a suo padre: così è nato Luc
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Luc è uno dei personaggi più eccentrici e irresistibili della serie, grazie al suo umorismo surreale e alle battute sempre imprevedibili. Ma quanto c’è di Bruno Gouery nel suo alter ego televisivo? L’attore racconta che, all’inizio della lavorazione, si è ispirato a due figure molto precise.
“Posso confessare che quando ho iniziato a lavorare sul personaggio avevo in mente due persone. La prima era mio padre, che è una persona molto particolare. In Francia c’è anche un personaggio dei fumetti, il Professor Tournesol, che è un tipo un po’ strano, sempre con la testa fra le nuvole. L’altra persona a cui ho pensato è un grande attore italiano: Roberto Benigni. Ho cercato di mettere insieme questi riferimenti per costruire Luc.”
Alla fine, però, il personaggio è diventato anche una naturale estensione di sé. “Poi, in Luc ci sono il mio viso, la mia voce, i miei gesti, i miei occhi. Quella è la parte che appartiene davvero a me.”
Ed è forse proprio questo equilibrio tra ispirazione e autenticità ad aver reso Luc uno dei personaggi più riconoscibili e apprezzati di Emily in Paris, capace di conquistare il pubblico stagione dopo stagione.

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