Intervista a Giovanni Esposito, Carlo Amleto, Sergio Friscia e Yoko Yamada
Dal 23 aprile 2026 torna uno degli show comici più imprevedibili della Tv: LOL: Chi ride è fuori 6. Il format, prodotto da Endemol Shine per Amazon MGM Studios, continua a mettere alla prova alcuni dei comici più amati del panorama italiano, chiamati a una missione apparentemente semplice: far ridere gli altri… senza ridere mai.
Questa nuova stagione vede sfidarsi un cast eterogeneo e promettente: Carlo Amleto, Valentina Barbieri, Giovanni Esposito, Barbara Foria, Sergio Friscia, Francesco Mandelli, Paola Minaccioni, Scintilla, UfoZero2 e Yoko Yamada.
Il tutto nasce dall’adattamento italiano del celebre format giapponese Hitoshi Matsumoto presents Documental, ideato e interpretato da Matsumoto: un gioco psicologico prima ancora che comico, dove strategia e resistenza mentale si mescolano all’imprevedibilità totale.
“Dentro LOL vince il caos”
Abbiamo incontrato Giovanni Esposito insieme a Carlo Amleto, Sergio Friscia e Yoko Yamada per capire cosa succede davvero quando le telecamere si accendono.
Una delle caratteristiche più evidenti di LOL è il contrasto tra sketch preparati e improvvisazione pura. Ma quanto conta davvero arrivare pronti? Giovanni Esposito ammette senza esitazioni: “Assolutamente sì, capita spesso di non riuscire a usare quello che hai preparato. Quando sei dentro, il caos e l’interazione prendono il sopravvento. Ed è proprio lì che succede qualcosa di interessante.” Per Sergio Friscia, però, il concetto di preparazione è relativo: “Io vivo nel caos dell’improvvisazione. Non ho mai provato niente: anche quello che ho portato era nuovo, ma non preparato. L’ho testato direttamente nella follia più totale.”
Più riflessiva Yoko Yamada, che fa un parallelo tra palco e vita: “Nel mio spettacolo tutto è scritto, ma nella vita ti prepari e poi succede altro. Devi lasciare spazio al caos, seguire il flusso.” E Carlo Amleto conferma con ironia: “Ci prepariamo tante cose, ma sappiamo già che non le faremo tutte. Anzi, alcune resteranno sicuramente fuori.”
Esiste una strategia vincente? Sopravvivere senza ridere è una questione di tecnica o puro istinto? Esposito la vede così: “È sopravvivenza. Poi provi anche a costruire delle dinamiche per durare di più e fare performance migliori, ma alla fine è un’esperienza unica.” Friscia aggiunge un elemento chiave: “Il colpo vincente è quello che non ti aspetti, quello che arriva sul momento. Ed è anche il più rischioso.” Mentre Yamada chiarisce: “Non è solo sopravvivenza.” E Amleto, pragmatico: “Se c’è una strategia… io non l’ho ancora capita.”
Il controllo della risata: missione impossibile? Uno degli aspetti più affascinanti dello show è il controllo delle espressioni facciali. Esposito confessa di non aver lavorato su questo aspetto:
“Quello l’ho proprio sbagliato. Non ci ho lavorato.” Yoko Yamada, invece, ha tentato un approccio estremo: “Mi ero esercitata anche con il dolore fisico… schiaffeggiandomi. Non so se sia servito davvero.” Infine Carlo Amleto riassume la difficoltà con semplicità: “Puoi provarci quanto vuoi, ma se arriva la risata… arriva.”
Il vero segreto di LOL
Dalle loro parole emerge chiaramente un punto: LOL: Chi ride è fuori non è solo un comedy show, ma un esperimento sociale dove il controllo cede inevitabilmente all’imprevisto. E forse è proprio questo il suo segreto: non esiste una formula perfetta, né una strategia infallibile. Solo comici, chiusi in una stanza, che cercano disperatamente di non fare la cosa che sanno fare meglio: ridere. E, inevitabilmente, far ridere tutti noi.
Lascia un commento