LOL: Chi ride è fuori 6, intervista a Barbieri, Mandelli e Minaccioni
Dal 23 aprile torna su Prime Video una nuova stagione di LOL: Chi ride è fuori, il comedy show che mette alla prova i nervi (e le mascelle) dei comici italiani. Prodotto da Endemol Shine Italy per Amazon MGM Studios, il programma sarà disponibile in oltre 240 Paesi.
A sfidarsi a colpi di gag, improvvisazioni e tentativi disperati di non ridere saranno: Carlo Amleto, Valentina Barbieri, Giovanni Esposito, Barbara Foria, Sergio Friscia, Francesco Mandelli, Paola Minaccioni, Scintilla, UfoZero2 e Yoko Yamada, con due “assi nella manica” pronti a sparigliare tutto: Federico Basso e Andrea Pisani.
Abbiamo incontrato Valentina Barbieri, Francesco Mandelli e Paola Minaccioni per capire cosa succede davvero dentro la stanza più imprevedibile della Tv.
Una stagione ancora più imprevedibile
Valentina Barbieri, Francesco Mandelli e Paola Minaccioni hanno descritto un contesto in cui anche i comici più esperti devono rimettere in discussione il proprio modo di lavorare. Abituati a costruire personaggi e situazioni con tempi e spazi controllati, si sono trovati a dover adattare – o addirittura abbandonare – parte del loro repertorio. Barbieri sottolinea come molti dei suoi personaggi, nati per contesti come quelli della Gialappa’s, non funzionino allo stesso modo dentro LOL, dove tutto deve essere più immediato, imprevedibile e quasi “strategico”, pensato per sorprendere gli altri concorrenti e innescare una reazione.
Minaccioni, invece, ha affrontato la sfida con un approccio più istintivo e giocoso, raccontando come lei e Barbieri si siano divertite a moltiplicare identità e imitazioni, arrivando perfino a improvvisare insieme una versione condivisa di Sabrina Ferilli. Un gioco che riflette perfettamente lo spirito del programma, dove il confine tra improvvisazione e caos creativo è sottilissimo e spesso irresistibile.
Mandelli ha scelto una strada diversa: prendere le distanze dai personaggi che lo hanno reso popolare. Essendo spesso legati a dinamiche di coppia, ha preferito puntare su idee nuove e più rapide, evitando trasformazioni elaborate che richiederebbero trucco e preparazione. In un contesto così serrato, spiega, è la spontaneità a fare davvero la differenza.
Ma il vero paradosso di LOL resta uno: per chi vive di comicità, smettere di ridere è contro natura. E proprio qui emerge uno degli aspetti più interessanti raccontati dai tre artisti: la risata non può essere controllata attraverso il pensiero. Minaccioni evidenzia come basti anche solo un attimo di autoconsapevolezza – chiedersi se una battuta farà ridere oppure no – per rompere la magia. La comicità, spiega, funziona solo quando è vissuta pienamente, quando chi la fa si diverte davvero, senza calcoli. Un principio che vale tanto sul palco quanto in radio, dove anche il miglior testo può fallire se manca il coinvolgimento autentico.
Barbieri aggiunge che tutto si gioca sull’empatia e sulla presenza: essere nel momento, ascoltare gli altri, reagire. È questa connessione che permette di creare situazioni comiche efficaci, anche in un ambiente così competitivo.
Non sorprende quindi che l’ingresso nel gioco sia accompagnato da emozioni molto diverse. Minaccioni ammette di aver affrontato l’esperienza con un certo timore, quasi sopraffatta dall’idea di non riuscire a controllarsi, mentre Barbieri, forte di esperienze precedenti, si sentiva più consapevole dei propri limiti e delle proprie reazioni, riuscendo a gestire meglio la pressione.
E poi c’è la questione delle espressioni facciali, uno degli elementi più sottovalutati ma decisivi del format. Non basta non ridere: bisogna anche evitare che il corpo tradisca. Minaccioni racconta di aver pensato di usare una particolare smorfia – una sorta di “becco”, come lo chiamava da bambina – per trattenere le risate. Ma dentro quella che lei stessa definisce una “nave di pazzi”, mantenere il controllo diventa quasi impossibile, e anche le strategie più studiate finiscono per cedere davanti all’assurdità della situazione.
È proprio questo equilibrio tra tecnica e perdita di controllo a rendere LOL un esperimento così affascinante. Una sfida in cui i comici devono disimparare ciò che sanno fare meglio per sopravvivere, trasformando la risata – da strumento di lavoro – nel nemico più pericoloso.
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