Nuova Scena 3, intervista ai semifinalisti della terza edizione
Con gli episodi 5, 6, 7 e 8 disponibili su Netflix, Nuova Scena 3 entra nella sua fase più intensa. Tra cypher, sample e videoclip originali, i semifinalisti si avvicinano alla finale tra prove sempre più complesse e identità artistiche che emergono con forza. In occasione del nuovo blocco di episodi, abbiamo incontrato i semifinalisti della competizione Flextony e Tigerplug, Thyna, Nap e Dalfa; per farci raccontare dall’interno il loro percorso nello show prodotto da Fremantle e guidato dai giudici Fabri Fibra, Geolier, Rose Villain e Guè.

“Che esperienza è stata Nuova Scena 3 per te?”
Flextony riflette sul rapporto tra identità artistica e televisione: “All’inizio non sapevamo se partecipare o meno. Non era scontato capire se, entrando in un programma TV, avremmo potuto mantenere la nostra luce. Però ci siamo preparati prima e siamo riusciti a restare noi stessi, senza snaturarci.” Per Tigerplug la linea è chiara fin dall’inizio: “Se devo cambiare il mio stile o le mie barre per il programma non lo faccio. Io ho portato quello che faccio sempre, come Antonio, e alla fine è andata bene.”
Più centrato sulla coerenza artistica anche Dalfa: “La cosa importante era non compromettersi. Portare quello che piace a me ha funzionato, perché sono arrivato fino a qui e sono arrivato ai giudici. Quindi sono contento.”
Thyna racconta invece un percorso più emotivo e in salita:“È stato impegnativo. Ogni volta c’era un problema nuovo. All’inizio ho percepito tanti ostacoli, poi verso la fine ho imparato a prenderla con il sorriso.”
Nap e il rapporto con il pubblico
Tra i semifinalisti, Nap è stato uno dei più discussi per la forte risonanza del suo brano, diventato rapidamente generazionale: “Quando ero in studio pensavo solo a fare il ritornello più bello possibile, uno che arrivasse a più persone. È nato così. Poi quando la gente parla di plagio… io stavo pensando a tutto tranne che a quello. Ho parlato direttamente con chi dovevo parlare. Io volevo solo fare una canzone vera, per il popolo.”
Sul tema degli errori, Thyna offre una chiave molto personale: “È stato un mix di emozioni. Non ce n’era una sola dominante. Gli errori fanno parte di me: se non avessi sbagliato non sarei arrivata a essere quella che sono. Forse è proprio la mia imperfezione a definirmi.” Sull’esperienza dei videoclip aggiunge:“È stata un po’ traumatica, non pensavo ci fosse così tanta gente dietro una produzione. Mi metteva ansia, ma poi mi sono buttata. Se non lo fai, non impari mai.”
E sui social chiude con estrema sincerità: “Male, male. Anche prima non ero bravissima. Adesso è ancora più difficile, mi dà ansia il telefono. Devo imparare a gestirlo, ma faccio fatica.”
La competizione ora si avvia verso l’ultima tappa: lunedì 6 luglio alle 21:00 i finalisti si sfideranno per il premio da 100.000 euro, presentando nuovi brani originali realizzati con alcuni dei producer più influenti della scena italiana, da TY1 a The Night Skinny, fino a Sine e Sick Luke.

Lascia un commento