Uno sbirro in Appennino, anticipazioni degli episodi
Uno sbirro in Appennino è una nuova serie poliziesca in onda in prima serata su Rai 1 dal 9 aprile: qui le anticipazioni. La fiction, articolata in 4 puntate, mescola mistero, dramma umano e dinamiche familiari, sullo sfondo suggestivo dell’Appennino bolognese. Creata da Fabio Bonifacci e diretta da Renato De Maria, la serie è una produzione Picomedia in collaborazione con Rai Fiction e prodotta da Roberto Sessa.
La storia ruota attorno al commissario Vasco Benassi, interpretato da Claudio Bisio, un investigatore che dopo aver risolto un caso con metodi poco convenzionali viene trasferito nel suo paese d’origine, il borgo immaginario di Muntagò. Questo ritorno alle origini si trasforma in un viaggio personale e professionale: Benassi si ritrova a fare i conti con ferite del passato, relazioni mai risolte e nuovi legami, mentre affronta una serie di omicidi che mettono spesso alla prova la sua etica.
Accanto a lui troviamo Chiara Celotto, Elisa Di Eusanio, Michele Savoia e Valentina Lodovini. a serie è ambientata a Muntagò, un paese immaginario che rappresenta simbolicamente l’intero Appennino: un luogo fatto di tradizioni, bellezza naturale ma anche spopolamento e difficoltà sociali. Questa cornice diventa parte integrante della narrazione, influenzando casi, personaggi e scelte morali del protagonista.
Anticipazioni Uno sbirro in Appennino prima puntata
Il commissario Vasco Benassi arriva a Muntagò come conseguenza di una decisione del questore, che lui vive come una vera e propria punizione. Il ritorno al paese natale riapre vecchie ferite e lo costringe a confrontarsi con il passato. Poco dopo il suo arrivo, Benassi si trova subito coinvolto in un caso complesso: Renato Pinardi, anziano residente del borgo di Ca’ Pasello, viene trovato morto nella sua abitazione. La principale sospettata è Karina, la sua badante bielorussa dal passato misterioso.
Parallelamente, il commissario ritrova Nicole Poli, interpretata da Valentina Lodovini, sindaca di Bologna ed ex fiamma di Benassi. Il loro riavvicinamento riapre vecchie emozioni e aggiunge tensione alla vita del protagonista, soprattutto quando emerge un mistero legato al figlio della donna, Magico.
Nel secondo episodio, la giovane agente Amaranta si avvicina a Magico, ragazzo enigmatico coinvolto in attività illecite. Fingendo interesse, riesce a scoprire una piantagione di marijuana nascosta nei boschi e ad arrestarlo. L’operazione, però, crea forti tensioni tra Benassi e Nicole Poli, che accusa il commissario di aver manipolato la situazione per incastrare suo figlio. Nel frattempo, le indagini sulla morte di Renato Pinardi prendono una svolta inattesa, aprendo nuovi scenari investigativi.
Anticipazioni Uno sbirro in Appennino seconda puntata
L’episodio si apre con il presunto suicidio di Gianni Cantelli, un muratore molto benvoluto, trovato impiccato nel campanile del borgo medievale di La Scola. Benassi, frustrato per la mancanza di casi stimolanti e per una vita sentimentale sempre più complicata, si getta a capofitto nell’indagine.
La squadra scopre che Gianni era stato truffato da Garbuglio, un imprenditore agricolo senza scrupoli, e che la sua depressione era legata ai debiti accumulati. Parallelamente emergono tensioni personali all’interno del gruppo: Gaetana scopre che suo figlio Macchio ha partecipato all’annaffiatura della piantagione di Magico e riesce a convincerlo a testimoniare contro i veri responsabili.
Nel frattempo, Garbuglio viene trovato morto nel cimitero di Campolo, legato a una lapide e con la bocca chiusa dal nastro adesivo. Le indagini rivelano il suo coinvolgimento in un traffico di statuette etrusche di grande valore, possibile movente dell’omicidio.
L’indagine sull’omicidio di Garbuglio e sul traffico illecito di reperti etruschi entra nel vivo. Benassi e Amaranta interrogano diversi sospetti, tra cui Manetta, un carrozziere dai modi ambigui, e Scintilla, un tossicodipendente con legami poco chiari.
La svolta arriva quando emerge la verità: i figli di Gianni, accecati dalla rabbia per la morte del padre, sono gli autori involontari dell’omicidio. I ragazzi volevano soltanto spaventare Garbuglio, ma lo shock gli è stato fatale. Colpito dalla loro situazione, Benassi prende una decisione controversa: distrugge le prove che li incriminerebbero, salvandoli dall’arresto e imponendo loro due anni di volontariato come forma di espiazione.
Anticipazioni Uno sbirro in Appennino terza puntata
Un misterioso killer, soprannominato “L’Aragosta”, inizia a uccidere ladri pericolosi, lasciando messaggi inquietanti contro il furto. La polizia di Muntagò, guidata da Benassi, indaga su una serie di omicidi collegati a una lista di criminali nota come “I Magnifici 10”. Amaranta, determinata a dimostrare il proprio valore, si infiltra tra gli spacciatori per raccogliere informazioni, ma la situazione si complica quando Benassi decide di seguirla per proteggerla.
La svolta arriva quando la scientifica identifica il DNA di Enzo Cincillà, un criminale manipolato dall’Aragosta per diventare la sua quarta vittima. L’episodio si chiude con la pubblicazione online di un video in cui il killer, autodefinitosi “L’Antifurto”, giustifica i suoi omicidi come una punizione per chi ruba.
Benassi e la sua squadra affrontano il caso del “Killer dei ladri”. Le indagini portano a una scoperta sconvolgente: dietro la maschera dell’Aragosta si nasconde Musiani, un poliziotto veterano e amico dello stesso Benassi, convinto di agire per vendicare un sistema inefficace.
Il confronto finale è drammatico: Musiani si toglie la vita, lasciando Benassi devastato. Parallelamente, Amaranta, in piena crisi personale, chiede il trasferimento a Napoli, sconvolgendo il commissario che la considera come una figlia. L’episodio si chiude tra sensi di colpa e addii imminenti.
Anticipazioni Uno sbirro in Appennino quarta puntata
Un flashback negli anni ’60 mostra tre uomini mentre seppelliscono un cadavere in giacca e cravatta, sotto gli occhi di una bambina, Ester, minacciata di morte per mantenere il segreto.
Nel presente, Ester, ormai anziana e affetta da demenza, rivela l’esistenza di quel corpo sepolto dietro la “Madonnina cieca”. Benassi, deciso a trattenere Amaranta con un caso importante, avvia le indagini.
Il ritrovamento dello scheletro apre scenari inquietanti: il corpo potrebbe appartenere ad Achille Bussolotti, pugile scomparso nel 1966, o essere collegato alla misteriosa sparizione di Dora Biagi. Durante le indagini, Benassi e Amaranta rimangono coinvolti in un sospetto incidente stradale, lasciando il destino del commissario in bilico.
Ricoverato dopo l’incidente, Benassi si riprende mentre la squadra indaga su una catena di delitti legati a una famiglia locale, i Fabbro, e a un’eredità contesa. Il caso svela un intreccio di segreti che affondano le radici nel passato, tra cui la scomparsa di Dora Biagi e l’omicidio di Achille Bussolotti. Amaranta, divisa tra il desiderio di partire per Napoli e il legame con Benassi, dimostra il proprio coraggio salvando il commissario e Sebastiano Fabbro da un rapimento. La confessione di Sebastiano rivela che il responsabile degli omicidi è suo figlio Tito. Ma non è tutto: Tito è anche l’uomo dietro l’incidente che ha ferito e poi causato la morte della sorella di Benassi, un evento per cui il commissario si era sempre sentito colpevole.
Durante i festeggiamenti per la risoluzione del caso, arriva però un nuovo colpo di scena: il Questore di Bologna, ufficialmente in visita per congratularsi, richiama Benassi in città con effetto immediato per un nuovo caso di grande importanza.

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