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Becoming Madonna recensione: nostalgia, controversie e qualche interrogativo irrisolto

Il debutto italiano: tra entusiasmo e perplessità

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Pubblicato il 26 Giugno 2025 da Laura Della Corte

Becoming Madonna recensione: nostalgia, controversie e qualche interrogativo irrisolto

Dopo qualche mese dalla sua prima uscita internazionale, finalmente è disponibile anche in Italia il film/documentario Becoming Madonna, arrivato sul piccolo schermo il 18 giugno su Sky Documentaries e in streaming su NOW.

Questo rilascio è stato accolto con curiosità, ma anche con un certo fermento di opinioni contrastanti. Da un lato, i fan e gli appassionati di musica e cultura pop sono entusiasti di poter finalmente mettere le mani su un’opera che promette di offrire uno sguardo inedito e intimo sui primi anni di Madonna, grazie anche al ricco archivio di materiali storici e testimonianze raccolte. Dall’altro lato, molti critici e osservatori hanno espresso perplessità: il giudizio generale oscilla tra l’apprezzamento per le rare immagini d’epoca e la delusione per la presunta superficialità di analisi, e l’impressione che il film, più che approfondire realmente la metamorfosi artistica e personale di Madonna, si limiti a ripercorrere i punti più noti della sua carriera, senza offrire spunti innovativi o riflessioni profonde.

Questa crescita di opinioni divergenti non sorprende, considerando la natura stessa del prodotto. Becoming Madonna si definisce come un ritratto archivistico e biografico che si concentra sugli anni formativi e di ascesa della regina del pop, ponendo l’accento su materiali di repertorio e testimonianze audio-video inedite. Tuttavia, alcuni spettatori si sono lamentati che il documentario non riesca mai a scalfire la superficie, presentando una narrazione quasi episodica e in alcuni momenti troppo standardizzata, che propone storie già ascoltate o viste altre volte, senza concedere quell’approfondimento e quella nuova prospettiva che ci si aspettava.

Punti di forza: l’archivio e l’intimità

Uno dei principali punti di forza di Becoming Madonna risiede nella sua capacità di regalare un’immersione quasi totale nel materiale d’archivio. La vera gioia per un pubblico appassionato è la possibilità di vedere filmati rarissimi, fotografie inedite e ascoltare registrazioni audio di Madonna prima di diventare la superstar mondiale che tutti conosciamo. Le testimonianze dei familiari, amici d’infanzia e collaboratori storici arricchiscono la narrazione, offrendo un quadro più completo e umano della figura, spesso nascosta dall’immagine pubblica. In particolare, l’utilizzo di registrazioni inedite – dove Madonna riflette sulla propria vita e sui momenti decisivi della sua carriera – aggiunge un tocco di autenticità e intimità che pochi altri documentari sono in grado di offrire.

Il film si distingue anche per il suo focus sul contesto culturale e sociale di New York negli anni ’70 e ’80, periodo cruciale nel processo di formazione della futura regina del pop. La descrizione della scena underground della città, dei club, delle band emergenti e dell’ambiente artistico e gay crea uno sfondo plausibile e vivace che aiuta a capire da dove Madonna ha preso spunto per la sua identità artistica e il suo stile provocatorio. In questo senso, il film riesce a mostrare come le radici di Madonna siano fortemente intrecciate con una cultura di rottura e di sperimentazione, che le ha permesso di spaziare tra arte, musica e provocazione.

Punti di debolezza: narrativa e approfondimento mancati

Nonostante i pregi, Becoming Madonna soffre di alcune lacune strutturali e narrative significative. La più evidente riguarda la durata: circa un’ora e mezza di film non sono sufficienti per coprire in modo esaustivo un arco temporale così ricco e complesso come quello dal 1978 al 1992. La prima parte, dedicata alla fase di formazione e alle ambizioni iniziali di Madonna, dura meno di 20 minuti e si concentra principalmente su alcune immagini e aneddoti già noti ai fan più informati. La narrazione degenera in un susseguirsi di momenti episodici, che spesso si ripetono senza approfondire le motivazioni, le tensioni o le sfide interiori di Madonna, limitandosi a descrivere eventi esterni e reazioni mediatiche.

Il documentario, inoltre, mostra una certa preferenza nel riproporre i momenti più iconici e scandalosi della sua carriera, come la performance di Like a Virgin agli MTV Video Music Awards, il controverso video di Like a Prayer e il libro Sex del 1992, senza contestualizzarli realmente o analizzarli in profondità. Questa scelta rischia di ridurre Madonna a un’immagine di provocatrice, senza approfondire gli aspetti più complessi del suo percorso artistico e personale. Manca inoltre un’attenzione speciale agli aspetti meno “glamour” della sua vita, come le sue esperienze post anni ’90 e la sua evoluzione artistica successiva, lasciando così un quadro incompleto.

Uno sguardo equilibrato tra nostalgia e analisi critica

A livello estetico e narrativo, Becoming Madonna si presenta ben confezionato, con un ritmo che cattura l’attenzione grazie ai materiali d’archivio e alle testimonianze. Tuttavia, questa stessa impostazione rischia di essere un’arma a doppio taglio: di fronte alla volontà di mostrare Madonna in tutta la sua autenticità e coraggio, si rischia di offrire un ritratto superficiale, che si limita a mostrare l’ovvio piuttosto che scavare nel profondo. Il film diventa così più un viaggio nostalgico e rispettoso che un’analisi critica e innovativa di un’icona che ha segnato un’epoca e ha continuamente reinventato se stessa.

Becoming Madonna rappresenta un buon punto di partenza, soprattutto per chi vuole scoprire o riscoprire le origini di Madonna, grazie a materiali rarissimi e testimonianze inedite. Tuttavia, per chi cerca uno studio approfondito e dettagliato del suo percorso artistico e delle sue contraddizioni interne, il film si rivela insufficiente. Resta, dunque, un documentario che, con i suoi molteplici punti di forza, sarebbe potuto diventare un’opera molto più potente se avesse saputo andare oltre la superficie, offrendo anche analisi e prospettive più complesse.

Cosa mi è piaciuto

  • Uso di materiali d’archivio inediti e rarissimi
  • Focus sulle radici underground di Madonna e il suo contesto culturale
  • Approccio intimo e personale nelle testimonianze audio e video
  • Rappresentazione autentica dei legami con la comunità gay e il suo ruolo all’interno di essa

Cosa si sarebbe potuto fare meglio

  • Dedicare più tempo e profondità alla fase della creazione artistica e alle trasformazioni successive
  • Inserire analisi critiche e riflessioni più approfondite sulla sua carriera e personalità
  • Limitare alcune scene di ripetizione di momenti celebri, puntando a contenuti più esclusivi e sorprendentemente inediti
  • Approfondire gli aspetti meno “glamour” e più complessi della sua evoluzione personale e artistica

Archiviato in:Film, News, NOW, Recensioni, Sky, Video

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