Doc 4, intervista a Pierpaolo Spollon, Marco Rossetti e Giovanni Scifoni
In occasione dell’arrivo di DOC – Nelle tue mani 4, abbiamo incontrato Pierpaolo Spollon, Marco Rossetti e Giovanni Scifoni, protagonisti della quarta stagione della serie. I nuovi episodi riportano al Policlinico Ambrosiano Andrea Fanti, interpretato da Luca Argentero, e affrontano anche il tema della carenza di risorse e delle difficoltà quotidiane del personale sanitario.
Uno dei temi centrali della nuova stagione riguarda il rapporto tra efficienza e umanità della cura, soprattutto quando le risorse a disposizione diminuiscono. Un argomento che Pierpaolo Spollon ha affrontato partendo dalle conseguenze che il lavoro dei medici può avere anche sulla loro vita privata: “Il mio primo approccio a questo tema è stato chiedermi quanto siamo anche in grado di sacrificare della nostra vita. Questi medici, che effettivamente non sono messi nelle condizioni migliori, devono sopperire con un aumento del lavoro e finiscono per portarsi i problemi a casa. Quando non sei nelle condizioni di poter lavorare bene, diventa un cane che si morde la coda”.
A questo si aggiunge il rischio di errore legato a condizioni di lavoro sempre più difficili. Giovanni Scifoni sottolinea come “un medico, un lavoratore, il personale sanitario è normalmente portato a fare errori perché vive in condizioni disumane”. E dopo l’errore, spiega l’attore, “arriva la denuncia del paziente, arrivano i parenti in ospedale: è una situazione non facile, quella in cui si trova ormai oggi una gran parte del personale sanitario italiano”.

Per Marco Rossetti, il punto è proprio la capacità dei medici di continuare a svolgere il proprio lavoro nonostante le difficoltà, senza perdere di vista il motivo per cui hanno scelto quella professione. “La serie insegna che ci si deve adattare con quello che c’è, senza perdere lo spirito che ti ha portato a essere medico: mettere in secondo piano te stesso, mettere in primo piano il paziente e riuscire a cavartela con quello che hai”. Una condizione che porta inevitabilmente a un’esasperazione personale: “È molto complicato, molto difficile”.
Dopo quattro stagioni, però, ciò che continua a tenere unito il gruppo è anche il forte legame tra gli attori e i personaggi. Spollon racconta di sentire una vera “comunione di intenti” tra i protagonisti, quella che li porta “a mettere il cuore oltre l’ostacolo”. E anche sul piano personale ammette: “Se penso di non vedere più queste persone, un po’ mi dispiaccio. Abbiamo fatto una bella cosa insieme e adesso è il momento di capire e decidere se resterà tra quelle per cui proveremo malinconia e nostalgia oppure se continueremo a farla tutti insieme”.
A contribuire alla forza della squadra c’è anche una scrittura capace di rinnovarsi stagione dopo stagione. Per Rossetti si tratta di “una scrittura intelligentissima e fortissima, che ogni volta ha la capacità di stupire e di alzare l’asticella”. Un elemento che rende il lavoro ancora più stimolante: “Per noi è una fortuna, perché come gruppo funzioniamo, ci divertiamo ed è importantissimo. Sono ore di lavoro impegnative: il lavoro dell’attore viene visto giustamente anche come qualcosa di bello, ma ha tantissime difficoltà e tantissima fatica”. Proprio l’unione del cast permette così di “metterci al servizio di una serie e di una scrittura molto forte”.
DOC – Nelle tue mani continua inoltre a puntare sulla dimensione familiare, un elemento che secondo Spollon può essere un motivo per recuperare la serie anche per chi non l’ha mai vista. L’attore rivolge un appello “alle persone che hanno una famiglia e che stanno con i bambini davanti alla televisione, come si faceva una volta”. Per lui DOC è “la serie perfetta”, perché permette a generazioni diverse di condividere lo stesso momento: “Sento uomini, donne e bambini che hanno iniziato a vedere la serie e mi dicono tutti la stessa cosa: è un momento familiare nel quale possiamo stare a casa insieme”.
Una caratteristica condivisa anche da Rossetti, secondo cui gli adulti possono trovare “un prodotto di qualità” mentre i bambini possono vivere la stessa esperienza “senza essere traumatizzati come succede con il 90% delle serie nuove”.
Ed è proprio il tema della cura dei rapporti umani a rappresentare, per Giovanni Scifoni, il cuore della serie. “La cura principale di cui raccontiamo è la cura reciproca che le persone hanno. Abbiamo tutti qualcosa da curare e, soprattutto, dobbiamo curare la relazione con l’altro”. È questa dinamica, conclude l’attore, che DOC – Nelle tue mani riesce a raccontare “in modo molto efficace”.

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