Intervista a Maxine Peake e Brendan Cowell per Last Seen
Dal 9 settembre arriva su Apple TV Last Seen, nuova serie thriller australiana in sei episodi con protagonista Patrick Brammall. Tratta dal romanzo The Dispatcher di Ryan David Jahn e adattata per il piccolo schermo da Kris Mrksa, la serie diretta da Christian Schwochow costruisce la propria tensione attorno a una storia in cui senso di colpa, trauma e legami familiari finiscono per intrecciarsi. In occasione del debutto abbiamo incontrato Maxine Peake, già vista in Non dire niente e Black Mirror, e Brendan Cowell, protagonista di Dune: Prophecy e Plum, che ci hanno raccontato il lavoro sui loro personaggi e gli aspetti più oscuri della serie.
Uno dei temi centrali di Last Seen è la complessità morale dei protagonisti e la loro capacità di giustificare azioni discutibili quando sono convinti di agire per il bene della propria famiglia. Per Brendan Cowell, il punto di partenza per interpretare un personaggio di questo tipo è non giudicarlo: “Come attori, dobbiamo credere in ciò in cui credono i nostri personaggi e non giudicarli”. Nel caso di Henry, questa convinzione è strettamente legata alla necessità di proteggere la propria famiglia. “Per me significa proteggere la mia famiglia”, spiega l’attore… sottolineando come il personaggio sia convinto di stare facendo la cosa giusta. Anche ciò che è accaduto dieci anni prima viene quindi rielaborato attraverso questa prospettiva: “Quello che abbiamo fatto dieci anni fa, sotto lo sguardo di Dio, era la cosa giusta”.
Cowell racconta di aver cercato di non analizzare troppo le azioni di Henry dall’esterno, preferendo “interpretare la verità del personaggio dall’interno”. È proprio questa convinzione a rendere il personaggio particolarmente complesso, perché lo spettatore è chiamato a comprendere le sue motivazioni senza necessariamente condividerle.
Anche Maxine Peake individua nel trauma uno degli elementi fondamentali della serie. I protagonisti sono persone che cercano di proteggere la propria famiglia e il proprio futuro, ma finiscono per dover fare i conti con conseguenze molto più grandi di quelle che avevano immaginato. “Penso che non abbiano davvero compreso fino in fondo tutte le conseguenze”, racconta l’attrice. Il tentativo di rimuovere ciò che è accaduto diventa progressivamente sempre più difficile: “Continuano a spingere e spingere la realtà sempre più in fondo”. Una rimozione che finisce per trasformare la percezione stessa degli eventi e che permette alla serie di andare oltre il semplice thriller, concentrandosi sulle conseguenze psicologiche delle scelte dei suoi protagonisti.
Il passato ha un peso particolarmente forte anche nel percorso di Henry. Secondo Cowell, sotto pressione il personaggio “diventa sempre più simile a suo padre”, mostrando una crescente necessità di esercitare il proprio potere sulle donne della sua vita e di controllare situazioni che non possono essere controllate. La sua educazione e il trauma familiare riaffiorano così nei momenti di maggiore tensione, facendo emergere “problemi umani profondamente radicati”. Ed è proprio questo, secondo l’attore, uno degli aspetti più affascinanti della serie: “Vogliamo vedere esseri umani che si comportano in modi che non avevamo previsto, ma che comprendiamo perfettamente”.
Il percorso di Jenna è invece profondamente diverso. Maxine Peake sottolinea quanto il personaggio affronti la vicenda da una prospettiva femminile e da una condizione di isolamento: è una donna lontana da casa che si ritrova in un Paese straniero e incontra una persona capace di comprendere il dolore che sta vivendo. Anche le dinamiche di genere hanno quindi un ruolo importante nella storia. Se Henry agisce anche attraverso un sistema di potere e un “elemento di privilegio maschile” legato al modo in cui è stato cresciuto, Jenna si trova a confrontarsi con una realtà completamente diversa.
I due intraprendono lo stesso viaggio, ma reagiscono in maniera opposta alle conseguenze delle proprie azioni. E per Jenna il peso di ciò che sta accadendo diventa sempre più difficile da sostenere. “Jenna sta decisamente iniziando a crollare e i muri stanno iniziando a sgretolarsi”, anticipa Peake, lasciando intuire quanto il percorso della protagonista sarà centrale nello sviluppo del thriller.

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