Di Sara Spataro
L’Hangar Rosso recensione: un thriller politico intenso sul peso della coscienza
L’Hangar Rosso, primo film di finzione del documentarista cileno Juan Pablo Sallato, è al cinema dal 9 luglio, distribuito in Italia da I Wonder Pictures, dopo essere stato presentato al Festival di Berlino 2026.
Il film è un thriller politico ispirato a fatti realmente accaduti durante il colpo di Stato cileno dell’11 settembre 1973. Nelle ore decisive del golpe, il capitano Jorge Silva, ex capo dell’intelligence dell’Aeronautica, riceve l’ordine di trasformare l’Accademia in cui sta addestrando i giovani cadetti in un centro di detenzione e tortura. Da questo momento ha inizio un profondo conflitto interiore tra l’obbedienza agli ordini del nuovo regime e la propria coscienza morale.
Sallato racconta questa vicenda senza ricorrere a una violenza eccessiva: preferisce invece concentrarsi sul peso delle scelte e della storia del protagonista, costruendo una tensione costante attraverso i silenzi, gli sguardi e l’atmosfera che circonda i personaggi. È proprio questa scelta a rendere il film coinvolgente e a spingere lo spettatore a riflettere.
La fotografia in bianco e nero contribuisce a creare un clima cupo e opprimente, in cui la paura è sempre presente e le emozioni dei personaggi emergono con grande forza. Anche l’interpretazione di Nicolás Zárate, che veste i panni di Jorge Silva, è convincente: riesce a trasmettere il tormento e i dubbi del protagonista, facendo entrare lo spettatore nella sua storia e nelle sue difficili decisioni. Il ritmo è essenziale e non perde mai intensità, accompagnando il racconto senza appesantirlo.
L’Hangar Rosso non è soltanto un film storico, ma anche una riflessione sulla responsabilità individuale e sulle conseguenze delle proprie scelte. È un’opera intensa, capace di coinvolgere e di lasciare spazio alla riflessione anche dopo la visione. Pur raccontando un episodio preciso della storia del Cile, affronta temi universali che rendono il film attuale e interessante anche per chi conosce poco quel periodo storico.

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