Di Giorgia Piotti
One Night Only, l’era delle rom-com e’ finalmente tornata?
Come in ogni film con una missione, anche qui c’è un conto alla rovescia, solo che questa volta non bisogna disinnescare una bomba né salvare il pianeta: ci sono poche ore a disposizione in cui le persone non sposate possono legalmente fare sesso. Sì, perché nella commedia romantica distopica One Night Only il tempo è tutto e ogni minuto che passa può cambiare il destino di una relazione.
Siamo a New York, città da sempre sfondo di storie in cui nessuno ha tempo da perdere, dove la carriera viene prima di tutto, l’amore è più cinico e il sesso è una questione di desiderio più che di sentimento, insomma, la location adatta a One Night Only. In questa versione alternativa della Grande Mela, il governo americano ha reso illegale il sesso prematrimoniale, per limitare la diffusione delle malattie, esiste però un’unica eccezione: una sola notte all’anno in cui tutto è concesso.
È in questo scenario che si incontrano Allie (Monica Barbaro), romantica sognatrice e aspirante cantante, e Owen (Callum Turner), ragazzo serio e affidabile, appena lasciato dalla fidanzata (Maya Hawke) proprio nella sera in cui aveva deciso di chiederle di sposarlo. Si incontrano, si piacciono e come in una classica rom-com, una serie di imprevisti, equivoci e coincidenze continuerà a separarli…

Will Gluck riscrive le regole della commedia romantica
Alla regia c’è Will Gluck, reduce dal successo della commedia romantica Anyone But You (2023), interpretata da Sydney Sweeney e Glen Powell. Il film recupera la struttura classica della screwball comedy, aggiornandola con protagonisti contemporanei, la coppia frizzante aveva ammaliato e divertito le sale, dove si cantava il brano Unwritten di Natasha Bedingfield, pubblicato 20 anni prima e tornato virale grazie a TikTok.
Il film, realizzato con un budget contenuto e considerato inizialmente un prodotto più da salotto che da sala, è riuscito invece a ottenere un incasso di 6,8 milioni di euro in Italia, condividendo le sale con Povere Creature! (10 milioni di euro). Il successo è arrivato soprattutto grazie agli under 25 e ai social, il giusto target che ha veicolato il film sul giusto mezzo: l’offerta ha quindi incontrato la domanda.
Ma Gluck aveva già dimostrato di saper reinventare la rom-com dirigendo Easy A (2010), una delle migliori teen comedy degli ultimi anni. Con Emma Stone protagonista, il film vantava una sceneggiatura brillante, capace di essere divertente e sorprendentemente profonda. C’è da chiedersi se Gluck si stia preparando a un altro strike, ma soprattutto, le rom-com stanno finalmente tornando?
La commedia romantica è sempre stata specchio della società, o meglio, di come la società volesse raccontare l’amore. Negli anni Novanta dominava il romanticismo della casualità. Film come Notting Hill, Il matrimonio del mio migliore amico e C’è posta per te raccontavano incontri fortuiti, destini incrociati e grandi gesti finali. L’idea era semplice: se due persone sono fatte l’una per l’altra, il destino troverà il modo di unirle.
Negli anni Duemila arriva invece l’indipendenza femminile. Dopo tutto è l’epoca di Sex and the City e si vedono film come 30 anni in un secondo, Come farsi lasciare in 10 giorni o Il diario di Bridget Jones. Le protagoniste lavorano, costruiscono una carriera, sono autonome, ma il messaggio implicito rimane lo stesso: puoi avere tutto, purché alla fine trovi anche il partner giusto.
Negli anni Dieci entra invece il realismo. Film come La La Land, Crazy, Stupid, Love, About Time e (500) giorni insieme spostano il focus sulla compatibilità, sul momento giusto, sulla crescita personale. Il lieto fine non è più garantito.
La rom-com è tornata, ma non sarà più quella di una volta
Negli ultimi anni, invece, l’amore incontra il mercato. Film come Anyone But You, Materialists e Past Lives (più dramma che rom-com) raccontano relazioni influenzate da app di dating, carriera, status sociale, aspettative economiche e possibilità apparentemente infinite, ovvero il proverbiale “tanto puoi trovare di meglio”, jolly con cui gli amici ci consolano.
Oggi il conflitto della storia è la razionalità che entra là dove non dovrebbe entrare, quando verbosi discorsi si fanno strada in materia a loro estranea. Da una parte permane una forte voglia di evasione e di storie leggere, dall’altra, i personaggi non possono più essere quelli degli anni Duemila: riproporre oggi le dinamiche romantiche di vent’anni fa significherebbe inevitabilmente suscitare discussioni. Proprio il già citato Materialists rappresenta perfettamente questo cambiamento.

La base è il classico triangolo amoroso, quindi il dubbio su chi sarebbe ricaduta la scelta finale, ma, la regista Celine Song aggiorna completamente il paradigma: il vero antagonista è il quarto incomodo, ovvero la società moderna dove tutto possiede un valore di mercato. Perché, in fondo, chi può dire di non fare qualche calcolo quando si innamora?
Una domanda del genere, nelle rom-com degli anni ‘90, non avrebbe nemmeno avuto senso. Così come oggi non basta più Richard Gere che sale la scala antincendio per conquistare Julia Roberts. Ed è proprio qui che One Night Only trova la sua intuizione più interessante. Nel film la società ha deciso di regolamentare un atto istintivo e naturale come il sesso, trasformandolo in qualcosa di burocratico e controllato.
Anche qui tutto parte da un incontro casuale, ma il film aggiunge un ulteriore livello di lettura: oggi viviamo in una società ossessionata sia dal sesso che dalle regole – due opposti per definizione – in particolare nel dating. Cercare un partner sembra sempre più simile a costruire un business plan che a lasciarsi trasportare dall’istinto.
La distopia del film diventa così un’allegoria del nostro presente dove i protagonisti scelgono di rompere questo schema, cercando una connessione autentica invece di limitarsi a seguire le regole imposte. Torneranno davvero, quindi, le rom-com di una volta? Probabilmente no.
One Night Only guarda al passato per raccontare il presente
One Night Only dimostra però che il genere sta trovando un linguaggio nuovo. Conserva gli ingredienti classici, ma li inserisce in un mondo che riflette le ansie e le contraddizioni del presente. Le commedie romantiche, in fondo, raccontano sempre la fantasia del proprio tempo. Negli anni Novanta sognavamo di trovare la persona a cui eravamo destinati, oggi invece ricerchiamo l’autenticità in un mondo di algoritmi.
E quindi, se volete chiudere l’estate con una commedia divertente, due protagonisti dalla chimica irresistibile, battute ben dosate e una riflessione sorprendentemente attuale sull’amore contemporaneo, allora segnatevi la data: dal 27 agosto al cinema arriva One Night Only con Universal Pictures Italia. Ma fate in fretta, il conto alla rovescia è già iniziato.

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