Serie Tv da vedere se ti è piaciuto Obsession
Il film horror Obsession sta facendo parlare di sé grazie a un successo sorprendente, soprattutto considerando il budget estremamente contenuto con cui è stato realizzato. Diretto dal ventiseienne Curry Baker, il film segue Bear (Michael Johnston), un giovane innamorato della sua amica Nikki (Inde Navarrette). Troppo insicuro per confessarle i propri sentimenti, Bear decide di ricorrere a un misterioso giocattolo magico capace di esaudire un desiderio. Il ragazzo chiede che Nikki lo ami più di chiunque altro al mondo, convinto che in questo modo i due possano finalmente stare insieme. Il desiderio si avvera, ma le conseguenze sono tutt’altro che romantiche: l’amore si trasforma rapidamente in ossessione, violenza e in una relazione profondamente tossica.
Proprio questi elementi rendono Obsession particolarmente interessante per gli appassionati di serie Tv che raccontano amori malati, stalking, identità nascoste, desideri dalle conseguenze imprevedibili e personaggi sempre più lontani dalla realtà. Ecco quindi 10 serie Tv da vedere se ti è piaciuto Obsession.
You

Se in Obsession l’amore diventa una pericolosa ossessione, You porta questo concetto alle estreme conseguenze. La serie segue Joe Goldberg (Penn Badgley), apparentemente un tranquillo libraio di New York che sviluppa una vera e propria fissazione per Beck (Elizabeth Lail). Joe non si limita a corteggiare la ragazza: la controlla, la segue e manipola le persone che considera ostacoli alla loro relazione. La sua convinzione di essere innamorato diventa così il pretesto per comportamenti sempre più inquietanti e violenti.
Nel corso delle stagioni, Joe incontra persone capaci di mettere in discussione il suo modo di vivere le relazioni, tra cui Love Quinn (Victoria Pedretti), che si rivela molto più simile a lui di quanto inizialmente possa sembrare. Come Obsession, You gioca continuamente con il confine tra amore e possesso, anche se il risultato è maggiormente orientato verso il thriller psicologico che verso l’horror.
Baby Reindeer

Se quello che ti ha colpito di Obsession è soprattutto il tema dello stalking, allora Baby Reindeer è probabilmente una delle serie più indicate da recuperare. La miniserie Netflix, creata e interpretata da Richard Gadd, racconta la storia di Donny Dunn, un aspirante comico che lavora come barista. Un giorno incontra Martha (Jessica Gunning), una donna che sembra attraversare un momento difficile. Un semplice gesto di gentilezza si trasforma però nell’inizio di una relazione ossessiva.
Martha sviluppa rapidamente una dipendenza emotiva da Donny e comincia a perseguitarlo. La situazione diventa sempre più invasiva, mentre il protagonista è costretto a confrontarsi anche con i traumi del proprio passato. Uno degli aspetti più interessanti della serie è proprio la sua capacità di evitare una rappresentazione semplicistica del rapporto tra vittima e persecutore. Baby Reindeer racconta persone profondamente ferite e mostra quanto possa essere difficile riconoscere e interrompere una dinamica tossica.
Killing Eve

In Killing Eve l’ossessione assume una forma decisamente più particolare, perché è reciproca. La serie segue Eve Polastri (Sandra Oh), agente dell’MI5 che sviluppa un interesse sempre più intenso per Villanelle (Jodie Comer), una spietata assassina internazionale.
Quando Villanelle scopre di essere seguita da Eve, anche lei comincia a interessarsi alla sua inseguitrice. Nasce così una sorta di gioco del gatto e del topo che attraversa l’Europa e che porta le due donne a sviluppare un legame sempre più difficile da definire. Creata da Phoebe Waller-Bridge, Killing Eve mescola thriller, spy story, humour nero e dramma psicologico. Proprio come Obsession, mette al centro una relazione in cui l’attrazione e l’ossessione finiscono per confondersi pericolosamente.
Sweetpea

Sweetpea, con Ella Purnell, è un’altra serie perfetta per chi apprezza le storie in cui una persona apparentemente innocua finisce per trasformarsi in qualcosa di molto più oscuro. La protagonista è Rhiannon, una giovane donna estremamente riservata che lavora come segretaria in un giornale locale. Ignorata e sottovalutata dalle persone che la circondano, Rhiannon accumula lentamente rabbia e frustrazione. Per anni immagina mentalmente tutte le persone che vorrebbe vedere morte. Poi, un giorno, decide di passare dalle fantasie ai fatti.
La serie segue quindi la sua trasformazione da vittima a carnefice, raccontando quanto sia facile per una persona superare una prima volta il limite e scoprire di non voler più tornare indietro. Sweetpea mescola commedia nera, thriller e dramma, con un personaggio principale che, nonostante le sue azioni, riesce a generare nello spettatore una sorprendente empatia.
Girigo – If Wishes Could Kill

Se la componente che ti ha conquistato di Obsession è invece quella del desiderio che si trasforma in una maledizione, allora vale la pena recuperare la serie coreana Girigo – If Wishes Could Kill.
La storia ruota attorno a un gruppo di studenti delle superiori e a una misteriosa applicazione capace di esaudire i desideri degli utenti. Quando Hyeon-wook utilizza Girigo per ottenere un voto perfetto a un compito di matematica, il suo desiderio si realizza. Il problema è che ogni desiderio ha un prezzo terribile: dopo aver utilizzato l’applicazione, parte un conto alla rovescia di 24 ore.
Al termine del countdown, l’utente viene posseduto e diventa protagonista di una spirale di violenza. La serie combina teen drama, horror soprannaturale e mistero, condividendo con Obsession l’idea di fondo secondo cui ottenere esattamente ciò che desideriamo potrebbe essere la cosa peggiore che ci possa capitare.
Sciame

In Swarm l’ossessione non riguarda necessariamente una relazione sentimentale, ma il rapporto patologico tra un fan e il proprio idolo. La protagonista è Dre (Dominique Fishback), una giovane donna ossessionata dalla popstar Ni’Jah. La cantante è chiaramente ispirata a Beyoncé e il suo fandom, chiamato The Swarm, richiama quello della Beyhive.
Dopo essersi progressivamente isolata dalle persone che le stanno intorno, Dre intraprende un viaggio attraverso gli Stati Uniti durante il quale arriva a uccidere chiunque, secondo lei, non dimostri abbastanza amore nei confronti della sua artista preferita. Creata da Donald Glover e Janine Nabers, Swarm è una serie difficile da incasellare: horror, commedia nera, thriller e persino mockumentary si mescolano per raccontare il lato più inquietante della cultura dei fandom. Il risultato è assurdo, disturbante e sorprendentemente attuale.
Servant

Se in Obsession hai apprezzato soprattutto la sensazione che la realtà stia lentamente andando fuori controllo, allora Servant è una scelta quasi obbligata. La serie Apple TV segue Dorothy (Lauren Ambrose) e Sean Turner (Toby Kebbell), una coppia di Philadelphia che sta affrontando la morte del figlio neonato.
Per aiutare Dorothy a elaborare il lutto, viene utilizzata una bambola estremamente realistica. La coppia assume inoltre una giovane tata, Leanne Grayson (Nell Tiger Free), incaricata di prendersi cura della bambola. Ma qualcosa non torna. Con il passare degli episodi, la bambola sembra diventare sempre più reale e il comportamento di Leanne diventa sempre più inquietante. Intorno alla famiglia iniziano inoltre a verificarsi fenomeni inspiegabili.
Creata da Tony Basgallop e prodotta da M. Night Shyamalan, Servant costruisce la propria tensione lentamente, giocando proprio sulla difficoltà di capire cosa sia reale e cosa invece sia frutto delle ossessioni dei protagonisti.
Cape Fear

La serie Cape Fear di Apple TV riprende la storia del romanzo di John D. MacDonald, già portata al cinema nel 1962 e nel celebre film del 1991 diretto da Martin Scorsese. Al centro della storia ci sono Anna e Tom Bowden, interpretati da Amy Adams e Patrick Wilson, una coppia di avvocati che vive una vita apparentemente perfetta a Savannah, in Georgia.
Il loro equilibrio viene sconvolto dal ritorno di Max Cady (Javier Bardem), un uomo appena uscito di prigione e deciso a vendicarsi della coppia, che ritiene responsabile della propria condanna. La serie trasforma progressivamente la vita dei Bowden in un incubo, facendo emergere anche i segreti della stessa famiglia. Rispetto alle precedenti versioni, Cape Fear aggiorna la storia affrontando temi come la mascolinità tossica, la tecnologia e la violenza, mentre Bardem costruisce un antagonista particolarmente inquietante.
Chloe – Le maschere della verità

Tra le serie più interessanti sul tema dell’ossessione alimentata dai social network c’è sicuramente Chloe – Le maschere della verità. La protagonista, Becky (Erin Doherty), conduce una vita piuttosto ordinaria e trascorre gran parte del suo tempo osservando sui social la vita apparentemente perfetta di Chloe Fairbourne (Poppy Gilbert).
Chloe sembra avere tutto ciò che Becky desidera: una vita sociale brillante, amicizie influenti e un’esistenza apparentemente priva di problemi. Quando Chloe muore improvvisamente, Becky decide di avvicinarsi al suo mondo assumendo una nuova identità, quella di Sasha. Il suo obiettivo è entrare nella cerchia di amici e conoscenti della ragazza e capire cosa sia realmente successo.
La situazione si trasforma però rapidamente in qualcosa di molto più complesso. La serie BBC affronta l’ossessione in maniera particolarmente realistica, mostrando come il desiderio di vivere la vita di qualcun altro possa trasformarsi in una pericolosa forma di manipolazione.
Se Obsession ti ha conquistato proprio per il suo modo di trasformare un sentimento apparentemente romantico in qualcosa di inquietante, il filo conduttore che unisce queste serie è abbastanza chiaro: l’ossessione può assumere forme completamente diverse. Dallo stalking di You e Baby Reindeer alla violenza di Swarm, passando per il soprannaturale di Servant, i desideri maledetti di Girigo e il gioco psicologico di Killing Eve, tutte queste storie raccontano personaggi incapaci di accettare un limite.
E proprio questo è uno degli elementi che rende Obsession così efficace: il punto di partenza è qualcosa di estremamente umano — volere essere amati — ma la storia mostra cosa può succedere quando il desiderio di essere ricambiati diventa più importante della libertà e della volontà dell’altra persona.

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