Spider-Man: Brand New Day, recensione
Dopo gli eventi sconvolgenti di Spider-Man: No Way Home, Peter Parker torna sul grande schermo con una nuova identità da costruire e un peso emotivo completamente diverso da quello affrontato nei precedenti capitoli. Arriva Marvel Studios’ Spider-Man: Brand New Day, il nuovo film dedicato all’eroe interpretato da Tom Holland, diretto da Destin Daniel Cretton e prodotto da Marvel Studios e Sony Pictures, dal 29 luglio al cinema.
Dopo il sacrificio compiuto alla fine di No Way Home, il mondo ha dimenticato Peter Parker, compresi MJ e Ned, le due persone che hanno rappresentato il suo punto di riferimento più importante. Peter continua a essere Spider-Man a tempo pieno, proteggendo New York e cercando di andare avanti, ma la solitudine e il peso delle responsabilità iniziano a trasformarlo in modi che nemmeno lui riesce più a controllare. Il nuovo capitolo vede il ritorno di Zendaya nei panni di MJ, Jacob Batalon come Ned Leeds e introduce nuovi personaggi interpretati da Sadie Sink, Jon Bernthal nei panni di Frank Castle/The Punisher e Mark Ruffalo come Bruce Banner/Hulk.

ATTENZIONE: L’articolo contiene uno spoiler importante sull’identità del personaggio interpretato da Sadie Sink. Per raccontare questa recensione è molto difficile non rivelare il nome del personaggio e alcuni dettagli della storia. Se non vuoi rovinarti la sorpresa, ti consiglio di non proseguire nella lettura.
Spider-Man: Brand New Day è la consacrazione di Tom Holland
Spider-Man: Brand New Day è una gioia per gli occhi, un film che rende omaggio ai precedenti adattamenti dell’Uomo Ragno e conferma ancora una volta come Tom Holland sia la migliore incarnazione cinematografica del personaggio. Dopo tre film e numerose apparizioni nel Marvel Cinematic Universe, questo quarto capitolo rappresenta la vera consacrazione dell’attore nei panni di Peter Parker. Holland riesce finalmente a mostrare tutte le sfumature del personaggio. Non soltanto l’ironia e l’entusiasmo del giovane eroe, ma anche il dolore, la solitudine e il peso delle scelte compiute.
Brand New Day funziona soprattutto perché sceglie una strada sorprendentemente semplice. Il film evita di espandere inutilmente la minaccia verso dimensioni cosmiche o nuovi livelli di caos multiversale, riportando Peter Parker nel suo habitat naturale, quello dello Spider-Man di quartiere. Spider-Man non è soltanto un supereroe capace di affrontare minacce enormi, ma un ragazzo che cerca di fare la cosa giusta mentre prova a sopravvivere alla propria vita.
Il film più vicino allo spirito dei fumetti Marvel
Uno degli aspetti più riusciti di Spider-Man: Brand New Day è il legame fortissimo con il mondo dei fumetti. È probabilmente il primo film della saga di Holland in cui si percepisce davvero l’essenza della carta stampata: il rapporto con la città, la presenza della polizia, il senso di responsabilità e soprattutto l’umanità di Peter Parker.
Torna il Damage Control, che diventa una componente centrale della narrazione, fino ai classici antagonisti dell’universo di Spidey. La Mano, Scorpion, fino al misterioso personaggio interpretato da Sadie Sink, ogni figura trova il proprio spazio all’interno della storia, contribuendo alla costruzione di un mosaico narrativo coerente.
La sottotrama dedicata a MJ e Ned – invece – è perfettamente inserita nella narrazione e permette al film di trovare momenti di respiro tra le numerose sequenze d’azione.
Il rapporto tra Spider-Man e la polizia è qualcosa che mancava tanto nei precedenti adattamenti. Vediamo il personaggio di Jean DeWolff, interpretata da Liza Colón-Zayas (The Bear), figura storica dei fumetti Marvel e storica alleata dell’Uomo Ragno. Il suo rapporto con Peter richiama il classico legame tra supereroe e forze dell’ordine. Anche il ritorno di Mark Ruffalo nei panni di Hulk e gli qualche altro collegamento con l’universo Marvel vengono inseriti con intelligenza, senza mai togliere centralità alla storia di Peter Parker.

Trauma, identità e trasformazione: il lato più maturo di Spider-Man
Tra le sorprese più riuscite c’è senza dubbio il debutto cinematografico di Jon Bernthal nei panni di Frank Castle, alias The Punisher. Il suo rapporto con Peter Parker funziona alla perfezione e regala finalmente ai fan il confronto tra due personaggi che, pur essendo molto diversi, condividono una ferita profonda. Bernthal è straordinario: porta sullo schermo tutta la durezza, il tormento e la rabbia repressa di Frank Castle, creando un contrasto perfetto con la purezza di Peter.
Entrambi sono convinti di essere destinati alla solitudine, quasi come se il dolore fosse una punizione inevitabile. Peter rischia di trasformarsi in qualcuno che vive soltanto per il proprio ruolo di Spider-Man, mentre Frank rappresenta il possibile futuro oscuro di quella scelta. Nessuno dovrebbe essere costretto a vivere completamente isolato. Anche gli eroi hanno bisogno degli altri.
Spider-Man: Brand New Day affronta trauma, depressione, isolamento e senso di colpa. Come già accaduto in Thunderbolts, il film Marvel sceglie di esplorare la dimensione psicologica dei suoi personaggi. Peter Parker non deve soltanto combattere contro nemici esterni, ma contro una parte di sé stesso.
Chi è Sadie Sink in Spider-Man: Brand New Day?

Uno degli aspetti più interessanti di Spider-Man: Brand New Day è il modo in cui affronta temi come trauma, isolamento, senso di colpa e identità. Dopo anni in cui il Marvel Cinematic Universe ha spesso puntato sulla spettacolarità, il film sceglie di concentrarsi sulle ferite emotive dei suoi personaggi.
Elementi che vanno ad accostarsi perfettamente a Jean Grey (Sadie Sink). Dopo tante speculazioni, la conferma è arrivata, il ritorno della fenice al cinema è qui. Jean incarna perfettamente questa dimensione più cupa della storia, inserendosi in un racconto dove il trauma non è soltanto una conseguenza del passato, ma una forza capace di definire il futuro dei protagonisti.
In questo senso, il percorso di Peter Parker crea un collegamento ideale con Frank Castle e Jean Grey. Tre figure molto diverse tra loro, ma accomunate dalla stessa situazione di isolamento, dolore derivato da un trauma e da una perdita.
Spider-Man: Brand New Day affronta invece un percorso simile attraverso Peter Parker, trasformando la sua mutazione fisica e genetica in una metafora della crescita personale. Peter prova inizialmente a reprimere ciò che sta accadendo dentro di lui, cercando di controllare ogni aspetto della propria vita attraverso la tecnologia e la solitudine, ma il film suggerisce che la vera soluzione non sia eliminare quella parte di sé, bensì imparare ad accettarla.
La mutazione tra umano e aracnide diventa quindi il simbolo di un cambiamento inevitabile. Peter non può tornare quello di prima dopo tutto ciò che ha vissuto, ma può scegliere chi diventare. Ed è qui che il film trova uno dei suoi messaggi più forti: essere un eroe non significa rinunciare alla propria umanità.

La regia di Destin Daniel Cretton cambia il volto di Spider-Man
Dal punto di vista registico, Spider-Man: Brand New Day rappresenta una svolta rispetto ai precedenti film con Tom Holland. Destin Daniel Cretton porta una sensibilità diversa: meno legata alla commedia adolescenziale e più concentrata sull’identità del personaggio. Il film presenta continui richiami visivi a The Amazing Spider-Man e alla trilogia di Sam Raimi, ma senza mai risultare derivativo. Le soggettive dalla prospettiva di Spider-Man, i movimenti di macchina, i voli tra i grattacieli, i rallenty e le sequenze d’azione mostrano un livello tecnico altissimo. La percezione del movimento è probabilmente una delle migliori mai viste in un film dedicato all’Uomo Ragno. Lo spettatore non osserva soltanto Spider-Man muoversi nella città: sembra quasi vivere quella velocità insieme a Peter Parker.

La nuova era di Spider-Man è appena iniziata
Tom Holland aveva dichiarato che questo sarebbe stato il miglior film di Spider-Man di sempre e, dopo aver visto Brand New Day, è difficile non comprendere il suo entusiasmo.
Senza ulteriori spoiler, Spider-Man: Brand New Day getta anche le basi per il futuro cinematografico dell’Uomo Ragno, lasciando intravedere quale potrà essere il ruolo di Peter Parker nei prossimi capitoli del Marvel Cinematic Universe. Dopo anni in cui la saga ha puntato soprattutto sulla spettacolarità e sul multiverso, questo capitolo ritrova finalmente ciò che rende Spider-Man uno degli eroi più amati di sempre: la sua umanità. E proprio per questo, Spider-Man: Brand New Day potrebbe essere il miglior Spider-Man mai realizzato.

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