Tim Curry è morto a 80 anni
Tim Curry celebre per aver interpretato il Dr. Frank-N-Furter nel cult di Jim Sharman e Pennywise nella miniserie tratta da Stephen King, è morto nella sua casa di Los Angeles. Aveva 80 anni. L’attore britannico, diventato un’icona del cinema e del teatro grazie a personaggi eccentrici, inquietanti e spesso sopra le righe, è scomparso nella notte di martedì 25 agosto nella sua casa di Los Angeles. La notizia è stata inizialmente riportata da TMZ e successivamente confermata da diverse testate.
La causa della morte non è stata resa pubblica. Curry aveva affrontato importanti problemi di salute negli ultimi anni, dopo un grave ictus subito nel 2012 che aveva compromesso la sua mobilità e lo aveva costretto a utilizzare una sedia a rotelle.
Nato il 19 aprile 1946 nel Cheshire, in Inghilterra, Timothy James Curry aveva iniziato la propria carriera professionale alla fine degli anni Sessanta, dopo gli studi all’Università di Birmingham. Il suo debutto nel West End arrivò nel 1968 con il musical Hair, esperienza che si sarebbe rivelata fondamentale anche per il suo futuro.
Durante la produzione conobbe infatti Richard O’Brien, autore di The Rocky Horror Show. Fu proprio O’Brien a coinvolgere Curry nel progetto che avrebbe cambiato per sempre la sua carriera.
Curry interpretò per la prima volta il Dr. Frank-N-Furter nella produzione teatrale originale del musical. Il personaggio, inizialmente concepito come uno scienziato tedesco in camice da laboratorio, venne progressivamente trasformato anche grazie alle idee dell’attore: corsetto, calze a rete e un atteggiamento volutamente provocatorio contribuirono a creare una delle figure più riconoscibili della cultura pop.
Nel 1975 Curry tornò a vestire i panni di Frank-N-Furter nell’adattamento cinematografico, The Rocky Horror Picture Show, diretto da Jim Sharman e interpretato al fianco di Susan Sarandon e Barry Bostwick.
Il film non ebbe un grande successo al momento dell’uscita, ma negli anni si trasformò in uno dei cult più celebri della storia del cinema. Le proiezioni notturne, il pubblico mascherato come i personaggi, gli oggetti lanciati in sala e il pubblico che canta insieme alle canzoni sono diventati parte integrante del fenomeno.
Tra i brani più celebri c’è naturalmente Sweet Transvestite, interpretata proprio da Curry, oltre a Time Warp e Touch-a-Touch-a-Touch-a-Touch Me.
Parlando del significato del film in un’intervista del 2005 con NPR, Curry aveva sottolineato quanto Rocky Horror avesse rappresentato per molti spettatori uno spazio nel quale sperimentare liberamente la propria identità e sessualità.
Il lato più inquietante di Tim Curry
Se Frank-N-Furter lo aveva trasformato in un’icona del cinema cult, fu Pennywise a dimostrare quanto Curry fosse efficace anche nel genere horror. Nel 1990 interpretò il clown assassino nella miniserie televisiva It, adattamento del celebre romanzo di Stephen King. La produzione ABC conquistò un pubblico enorme e Curry diede al personaggio un’interpretazione molto diversa da quella che sarebbe stata proposta decenni dopo da Bill Skarsgård.
Il suo Pennywise era caratterizzato da una voce roca, un accento newyorkese e un’apparente allegria capace di trasformarsi improvvisamente in qualcosa di profondamente inquietante. Il regista Tommy Lee Wallace ricordò successivamente la grande capacità di improvvisazione dell’attore, paragonandola a quella di Robin Williams.
Una carriera piena di personaggi memorabili
Dopo il successo di The Rocky Horror Picture Show, Curry cercò deliberatamente di allontanarsi dal ruolo che lo aveva reso famoso, dimostrando una notevole versatilità.
Nel 1982 interpretò Rooster Hannigan nel musical Annie, mentre nel 1985 fu Wadsworth, il maggiordomo di Clue. Proprio quest’ultimo rimane una delle sue interpretazioni comiche più amate, grazie a una performance fisica e sopra le righe. Nel 1990 recitò anche in Caccia a Ottobre Rosso nei panni del Dr. Petrov, al fianco di Sean Connery. Due anni dopo arrivò Mamma, ho riperso l’aereo, nel quale interpretò il concierge dell’hotel in cui soggiorna Kevin McCallister, interpretato da Macaulay Culkin.
La sua filmografia comprende inoltre I tre moschettieri, nel quale interpretò il cardinale Richelieu, Muppet Treasure Island, Congo, McHale’s Navy e Charlie’s Angels. Tra i suoi ruoli più apprezzati dai fan c’è anche quello del Signore delle Tenebre in Legend di Ridley Scott, film fantasy del 1985 con Tom Cruise.
I successi a teatro e le tre nomination ai Tony
Il teatro rimase una parte fondamentale della carriera di Curry. L’attore ricevette tre nomination ai Tony Award come miglior attore. La prima arrivò nel 1981 per aver interpretato Wolfgang Amadeus Mozart nella produzione di Amadeus. Il premio andò però al suo co-protagonista Ian McKellen, interprete di Antonio Salieri.
Nel 1993 Curry fu candidato per il ruolo di Alan Swann nel musical My Favorite Year. La terza nomination arrivò nel 2005 grazie a Monty Python’s Spamalot, nel quale interpretava Re Artù. Lo spettacolo, ispirato al film Monty Python e il Sacro Graal, debuttò a Chicago nel 2004 prima di approdare a Broadway e successivamente a Londra.
Curry è stato anche un prolifico doppiatore. Nel 1990 vinse un Daytime Emmy per aver prestato la voce a Capitan Uncino nella serie animata Peter Pan and the Pirates. Tra i suoi numerosi lavori vocali figurano inoltre Hexxus in FernGully – Le avventure di Zak e Crysta, Nigel Thornberry ne La famiglia Thornberry e diversi personaggi del mondo dell’animazione e dei videogiochi. Nel 2006 ricevette anche una nomination ai Grammy per l’audiolibro per bambini A Series of Unfortunate Events: The Bad Beginning, realizzato insieme a Meryl Streep, Jim Carrey e Jude Law.
Negli ultimi anni, dopo l’ictus del 2012, Curry aveva continuato soprattutto a lavorare come doppiatore. Tra i suoi ruoli figura anche il Cancelliere Palpatine/Darth Sidious in Star Wars: The Clone Wars, dove aveva sostituito Ian Abercrombie, morto nel 2012.
Gli ultimi anni e il ritorno al cinema
Il grave ictus aveva profondamente cambiato la vita dell’attore, ma non aveva fermato la sua attività artistica. Curry continuò a lavorare nel doppiaggio e partecipò anche al film televisivo The Rocky Horror Picture Show: Let’s Do the Time Warp Again del 2016, questa volta nel ruolo del Narratore. Nel 2024 era inoltre tornato sul grande schermo con il film horror Stream. Nel 2025 aveva pubblicato la sua autobiografia, Vagabond, ripercorrendo una carriera durata oltre cinque decenni.
Tim Curry lascia un’eredità difficilmente replicabile: dal teatro al cinema, dalla commedia all’horror, passando per la televisione e il doppiaggio, ha costruito una galleria di personaggi eccentrici, villain e figure indimenticabili. Ma per generazioni di spettatori rimarrà soprattutto Frank-N-Furter, il magnetico e provocatorio scienziato di The Rocky Horror Picture Show, e Pennywise, il clown che nel 1990 terrorizzò milioni di spettatori nei panni della creatura di Stephen King.

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