Avengers: Doomsday, Doctor Doom contro gli Avengers
Doctor Doom potrebbe avere un motivo molto più profondo per essere contro gli Avengers. Nel suo punto di vista, gli eroi non hanno semplicemente salvato il multiverso: hanno alterato la realtà, modificato le linee temporali e “rubato” vite che non sarebbero mai dovute esistere. È questo il significato delle misteriose “stolen lives” associate a Doom e al suo piano. Per capire perché Doctor Doom è contro gli Avengers, bisogna partire proprio dal concetto di “stolen lives”, ovvero “vite rubate”.
Dal punto di vista di Doom, gli eroi dell’ MCU hanno trascorso anni a intervenire sul destino e sulla struttura stessa del multiverso per salvare sé stessi e le persone che amavano. Ogni intervento, però, avrebbe avuto un prezzo: intere linee temporali sono state alterate e innumerevoli realtà potrebbero essere state condannate alla distruzione.
Per Doom, quindi, gli Avengers non sono semplicemente degli eroi che hanno salvato il mondo. Sono ladri di timeline, responsabili di aver sottratto pezzi di realtà per costruire un futuro migliore per sé stessi. Ed è proprio questa visione che potrebbe spiegare il suo odio nei confronti degli eroi in Avengers: Doomsday.

Steve Rogers ha rubato una vita dal passato
Uno degli esempi più evidenti è quello di Steve Rogers. Alla fine di Avengers: Endgame, Captain America utilizza il sistema di viaggio nel tempo per tornare nel passato e restituire le Gemme dell’Infinito. Invece di tornare immediatamente nel presente, però, Steve decide di rimanere negli anni ’40 e vivere la vita che aveva sempre desiderato con Peggy Carter. Quando lo rivediamo da anziano, scopriamo che Steve ha vissuto per decenni nel passato prima di consegnare lo scudo a Sam Wilson.
Dal punto di vista di Doom, questa scelta potrebbe rappresentare perfettamente il concetto di vita rubata: Steve ha abbandonato il proprio destino originale per costruirsi una nuova esistenza all’interno di una realtà che avrebbe dovuto seguire un percorso diverso.
Il paradosso è che Tony Stark aveva inizialmente compreso perfettamente il rischio. Quando gli Avengers gli chiedono di aiutarli a cambiare il passato per annullare lo Snap di Thanos, Tony è contrario all’idea. Non vuole mettere in pericolo la realtà che ha costruito insieme a Morgan, sua figlia. La sua preoccupazione è semplice: modificare il passato potrebbe significare perdere tutto ciò che ha nel presente. Alla fine, però, Tony decide di aiutare gli Avengers. Il piano funziona e milioni di persone vengono riportate in vita.
Ma per Doom potrebbe essere proprio questo uno dei peccati originali degli eroi: l’universo ha subito una gigantesca alterazione per permettere agli Avengers di correggere una tragedia che aveva già modificato la realtà.

Anche Wanda Maximoff ha avuto un ruolo fondamentale nella destabilizzazione delle realtà. In Doctor Strange nel Multiverso della Follia, Wanda arriva a utilizzare il Darkhold per cercare una realtà nella quale poter vivere con i propri figli. Alla fine del film, Scarlet Witch decide di distruggere il libro. Ma non si limita alla copia presente sulla Terra-616: attraverso il potere del Monte Wundagore, Wanda distrugge tutte le copie del Darkhold presenti nel multiverso. Ancora una volta, un singolo eroe interviene contemporaneamente su molteplici realtà. Per Doom, potrebbe essere l’ennesima dimostrazione di quanto gli Avengers abbiano oltrepassato i confini che separano una timeline dall’altra.

Un altro caso fondamentale è quello di Peter Parker. In Spider-Man: No Way Home, dopo che la sua identità viene rivelata al mondo, Peter chiede a Doctor Strange di utilizzare la magia per fare in modo che tutti dimentichino chi sia. L’incantesimo va però terribilmente storto e finisce per mettere in comunicazione diversi universi.
Alla fine, Strange è costretto a lanciare un nuovo incantesimo: tutti dimenticano Peter Parker, compresi MJ, Ned e le persone che gli erano più vicine. Peter riesce così a salvare il multiverso, ma al prezzo della propria vita precedente. Anche questo, nella logica di Doom, potrebbe essere considerato un’altra manipolazione della realtà per risolvere un problema personale.
In Thor: Love and Thunder, Thor affronta Gorr il Macellatore di Dei, che vuole utilizzare Eternity per riportare in vita sua figlia. Alla fine, Gorr riesce a raggiungere Eternity e decide di usare il proprio desiderio per riportare in vita Love. Prima di morire, affida la bambina a Thor, che decide di adottarla. Ancora una volta, una persona morta torna a vivere attraverso un potere cosmico capace di alterare le regole della realtà. Per Doom, anche questa potrebbe essere una delle tante vite che non avrebbero dovuto essere restituite al multiverso.

E poi c’è forse il caso più estremo: Loki. La variante del 2012 vista in Avengers: Endgame avrebbe dovuto morire durante gli eventi del primo Avengers, proprio come il Loki della linea temporale principale. Durante il viaggio nel tempo degli Avengers, però, Loki riesce a impossessarsi del Tesseract e a fuggire. Da quel momento nasce una nuova variante e una nuova storia che porta Loki a diventare una figura completamente diversa, fino al suo ruolo di Dio delle Storie, seduto al centro del multiverso e impegnato a mantenere in vita le sue timeline.
Se per gli Avengers questa è stata una conseguenza del viaggio nel tempo, per Doom potrebbe rappresentare qualcosa di molto più grave: un individuo che ha letteralmente rubato il proprio destino. Per Doctor Doom gli Avengers sono “ladri di timeline”
Mettendo insieme tutti questi eventi, la teoria diventa particolarmente interessante. Tutti questi eventi hanno una cosa in comune: qualcuno ha interferito con ciò che sarebbe dovuto accadere.
È proprio qui che potrebbe inserirsi Doctor Doom. Dal suo punto di vista, gli Avengers non sono gli eroi che hanno salvato il multiverso. Sono timeline thieves, ladri di timeline che hanno continuato a modificare la realtà per proteggere le proprie vite e quelle delle persone che amavano. E il risultato finale potrebbe essere proprio il collasso del multiverso.
Doctor Doom non pensa di essere il villain
La parte più interessante della teoria è che Doom potrebbe non considerarsi affatto il cattivo della storia. Anzi. Potrebbe essere convinto di essere l’unico personaggio disposto ad affrontare le conseguenze delle azioni degli Avengers. Se il multiverso sta collassando proprio a causa delle continue alterazioni delle timeline, Doom potrebbe ritenere che l’unica soluzione sia prendere il controllo di tutto e imporre un nuovo ordine. Non sarebbe, quindi, semplicemente una conquista. Nella sua mente sarebbe una sorta di “riparazione” del multiverso.
Gli Avengers hanno creato il problema. Doom sarebbe colui che vuole risolverlo. È questo che renderebbe Doctor Doom particolarmente pericoloso in Avengers: Doomsday. Il suo piano potrebbe non essere motivato soltanto dal desiderio di potere. Doom potrebbe credere sinceramente che il multiverso non possa essere salvato lasciando agli Avengers la possibilità di continuare a manipolare la realtà. Per lui, le “vite rubate” rappresentano tutte quelle esistenze che gli eroi hanno strappato alle loro timeline per costruire un mondo migliore.
E ora il conto è arrivato. Il multiverso sta collassando e Doom pensa di essere l’unico in grado di salvarlo. Ed è proprio questo il lato più inquietante del personaggio: Doctor Doom non crede di essere il villain. Crede di essere quello che sta ripulendo il disastro lasciato dagli eroi. Mi ricorda qualcuno che già conosciamo con la pelle viola.

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